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In Fvg l'economia cresce, ma a ritmo rallentato

La frenata si è concentrata nella seconda metà del 2018, come rileva il rapporto annuale della Banca d'Italia

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Continua a crescere, ma a un ritmo meno intenso rispetto alla 2017 l’economia della Friuli Venezia Giulia. Lo afferma la Banca d’Italia nell’annuale rapporto sullo stato dell’economia in regione, presentato stamani a Trieste, in una conferenza stampa, dal direttore della sede triestina di Bakitalia, Luigi Bettoni.

Nel 2018 il rallentamento dell’economia Fvg si è concentrato nella seconda metà dell’anno e ha riguardato la domanda estera e interna. Tutti i settori, per la prima volta dopo anni anche quello delle costruzioni, hanno contribuito alla crescita.

La produzione industriale è salita dello 0,4% ma si è dimezzata rispetto a quella della 2017, indebolendosi soprattutto nei mesi estivi. Il fatturato industriale, al netto della cantieristica, ha rallentato la sua crescita e si è fermato poco sopra il 2%. In frenata anche le esportazioni, in particolare per la siderurgia, che, comunque, sono riuscite a crescere delle 5,9%.

Sono tornati a salire i prestiti bancari alle imprese (+0,8%, ma 3,4% con la cantieristica) interrompendo così un calo che era cominciato tre anni prima.

Continua a crescere la liquidità di imprese e famiglie. Buone notizie dal mercato del lavoro: l’occupazione è salita per il quarto anno consecutivo e ha raggiunto il livello più alto dell’ultimo decennio.

Il saldo fra assunzioni e cessazioni dal lavoro è stato positivo grazie soprattutto ai contratti a tempo indeterminato. Il tasso di disoccupazione si è stabilizzato al 6,7% ed è sceso ulteriormente il ricorso agli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda le famiglie, la Banca d’Italia ha rilevato una leggera crescita del reddito disponibile (intorno allo 0,6%) dopo la temporanea contrazione del 2017.

Anche i consumi hanno proseguito la loro crescita sebbene in maniera più lenta che negli anni precedenti. Sul piano finanziario, nella seconda metà del 2018 i prestiti bancari all’economia regionale sono ripartiti, con un aumento, calcolato alla fine dell’anno, dell’1,8% rispetto al 2017. Secondo la Banca d’Italia, infine, è ulteriormente migliorata la qualità del credito.

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