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La frenata della Germania mette a rischio l’industria friulana

Anna Mareschi Danieli: “Una decelerazione dell’export, potrebbe pregiudicare l’andamento dell’anno in corso”

La frenata della Germania mette a rischio l’industria friulana

“Il rallentamento della produzione industriale tedesca, calata per il terzo mese consecutivo a novembre, registrando la contrazione più consistente da oltre quattro anni a questa parte, potrebbe avere ripercussioni quest’anno sull’export friulano, cresciuto del +32,6% nei primi nove mesi nel biennio 2016/2018 nei confronti della Germania. E, di conseguenza, sulla tenuta del sistema manifatturiero”. La presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, esprime la preoccupazione degli industriali friulani perla frenata dell’economia tedesca.

I sistemi di produzione friulano e tedesco, infatti, sono fortemente integrati tra loro nelle catene globali del valore, in quanto la provincia di Udine è un importante fornitore di prodotti intermedi e beni capitali alle imprese tedesche.

“La Germania – conferma Anna Mareschi Danieli - rappresenta il primo partner commerciale per la Provincia di Udine, assorbendo il 17,9% delle vendite oltre confine, percentuale che sale al 26% se si considerano le sole esportazioni in tutta la UE a 28”.

“In particolare – prosegue la presidente degli Industriali friulani -, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine, il 33,9% delle apparecchiature elettriche esportate dalla provincia di Udine nel mondo sono vendute in Germania (gennaio-settembre 2018).  Percentuali elevate riguardano anche i prodotti alimentari, 26,3%, articoli in gomma e materie plastiche, 28,1%, prodotti della metallurgia e prodotti in metallo, 22%. Valori meno importanti ma comunque significativi anche per i mobili, 10,6%, e macchinari, 10,2%”.

“Una decelerazione delle esportazioni friulane, che rappresentano circa il 39% del Pil complessivo della provincia di Udine – conclude Anna Mareschi Danieli -, potrebbe quindi pregiudicare la crescita per l’anno in corso, soprattutto per quei comparti, che come si è visto dai dati, sono legati a doppio filo con l’economia tedesca”.

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