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Opere pubbliche, in Fvg fermi 900 milioni di euro

Sindacati e imprenditori chiedono una Segreteria Generale Straordinaria

Opere pubbliche, in Fvg fermi 900 milioni di euro

In Friuli Venezia Giulia sono fermi 900 milioni di euro destinati a opere pubbliche. La Task Force costituita dalla Regione per sbloccarli è sicuramente un’iniziativa apprezzabile ma insufficiente a far aprire i cantieri. La soluzione – secondo imprenditori e sindacati – è una Segreteria Generale Straordinaria, sulla falsariga di quanto già sperimentato con successo dopo il terremoto.

Lo hanno affermato, in un protocollo d’intesa firmato nei giorni scorsi e già inviato al Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, ma anche dell’Associazione dei Costruttori edili, della Cna, della Confartigianato e della Confapi.

A loro parere, “la più urgente priorità” per il Friuli Venezia Giulia è “neutralizzare il rischio di perdere i finanziamenti” pubblici fermi e non utilizzati avviando il loro impiego con l’urgenza imposta dalle varie scadenze.

Infatti – ricordano Roberto Contessi (Ance), Luca Tropina (Cna), Graziano Tilatti (Confartigianato Imprese), Denis Petrigh (Confapi), Emiliano Grareghi (Fillea), Luciano Bettin (Filca) e Massimo Minen (Feneal) – se non impiegati nei tempi indicati, 900 milioni di euro rischiano di essere persi dagli enti locali che ne sono destinatari. 

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