Home / Economia / Vino: le tensioni sui prezzi sono destinate a ridimensionarsi

Vino: le tensioni sui prezzi sono destinate a ridimensionarsi

Il punto del vino cooperativo al Festival ViVite, a Milano, il 17 e 18 novembre. Presenti anche le maggiori cantine cooperative Fvg

Vino: le tensioni sui prezzi sono destinate a ridimensionarsi

Per il vino, come per qualsiasi altro bene, a fare il prezzo è il punto di equilibrio tra la curva della domanda e quella dell’offerta. In questo senso, con la raccolta 2018 conclusa e 49 milioni di ettolitri prodotti, le giacenze, ridotte all’osso dalla scarsità della vendemmia dello scorso anno, tornano su livelli più “normali”, per la precisione 39 milioni di ettolitri di vino, secondo l’ultimo bollettino dell’Icqrf, aggiornato al 30 ottobre. Lecito, allora, attendersi un calo dei prezzi, già registrato dall’Ismea, che ha calcolato in un -28,7 per cento il prezzo medio dei vini comuni bianchi e in un -23,7 per cento quello dei vini comuni rossi.

"Veri e propri pericoli per la filiera, però, non ce ne sono", spiega Venanzio Francescutti, presidente di Fedagripesca Fvg, "perché si tratta, a ben vedere, di un ritorno alla normalità". Un bilancio che l’associazione è in grado di tracciare a pochi giorni dall’apertura di ViVite, il Festival del vino cooperativo di scena a Milano il 17 e 18 novembre (con la presenza anche delle cantine regionali), dove la delegazione Fvg sarà guidata proprio da Francescutti, da giugno alla guida delle cooperative agricole regionali: "Che i prezzi subiscano una contrazione, dopo una vendemmia quantitativamente importante, ma comunque non eccezionale, è del tutto normale, specie perché, così come in Italia, anche in Spagna e Francia le cose sono tornate alla normalità", dice il presidente.

"Il calo si registra più che altro per i bianchi comuni, meno per i rossi, mentre per i vini a Denominazione non vale lo stesso discorso. Già un anno fa, quando la tendenza era opposta, i vini Doc e Docg (che rappresentano la metà delle scorte per 18,3 milioni di ettolitri) non subirono grosse oscillazioni. E questo è senz’altro importante perché, anche la viticoltura del Friuli VG si è spostata sempre di più su produzioni di qualità, testimoniata dal riscontro positivo che si riscuote sul mercato. Ma la corsa al ribasso - ricorda ancora Francescutti -, è dovuta anche ad altri fattori: la Gdo, sfruttando la necessità dei produttori di fare spazio in cantina, spinge per spuntare prezzi migliori sui vini comuni e invertire la tendenza tra gli scaffali, non proprio rosea in termini di consumi negli ultimi tempi. Credo però che, già nelle prossime settimane, le tensioni si smorzeranno e si assisterà a una rapida normalizzazione".

A ViVite 2018 la viticoltura cooperativa regionale sarà presente in forze: Viticoltori La Delizia, Cantina Rauscedo e Cantina di Ramuscello realizzano un fatturato complessivo di circa 82 milioni di euro e associano 990 viticoltori. "La cooperazione agricola regionale ha compiuto grandi passi avanti negli ultimi anni ed è un riconoscimento soprattutto al lavoro quotidiano degli agricoltori che, oggi, rappresentano uno dei maggiori “presidi” tangibili per la corretta gestione e valorizzazione del territorio sia sotto il profilo produttivo che ambientale", conclude Francescutti.

0 Commenti

Cronaca

Politica

Sport news

Cultura

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori