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Acque avvelenate dai pesticidi

A preoccupare sono soprattutto le falde, dove i tempi di ricambio sono molto più lunghi rispetto a quanto avviene in superficie

Acque avvelenate dai pesticidi

siamo tra i peggiori. Le nostre acque sono contaminate ancora da pesticidi, ma a preoccupare sono soprattutto le falde, dove i tempi di ricambio sono molto più lunghi rispetto a quanto avviene in superficie.


Il Rapporto nazionale pesticidi nelle acque 2014, redatto dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) fa il punto della situazione tracciando un quadro preoccupante ma probabilmente migliore rispetto ad alcuni anni orsono, perché nonostante molti dei controlli abbiano evidenziato contaminazione da pesticidi, soltanto alcuni di questi, quanto meno in Friuli Venezia Giulia sono oltre la norma.

I dati sono quelli raccolti tra il 2011 e il 2012, ma nel caso del Friuli Venezia Giulia si fa riferimento alle sole analisi condotte nel 2011 dall’Arpa. In realtà, i campionamenti non  sono mai cessati, ma c’è stato un ritardo nell’inserimento dei dati. Fatta questa precisazione, lo studio evidenzia che ben il 70,6 per cento delle acque superficiali, esaminate in 34 punti, conteneva tracce di pesticidi.
La percentuale è molto alta anche se si parla di falde, particolarmente monitorate.  Ben 96 punti di monitoraggio su 137 hanno evidenziato la contaminazione, ma, ciò che è peggio, in ben 21 punti sono stati raccolti campioni che superavano i limiti per i livelli di concentrazione massima ammessa.  Di fatto, il Friuli Venezia Giulia risulta essere tra le regioni italiane più esposte al problema per quanto concerne le acque di falda.

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