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Maltempo: tempi stretti per raccogliere il legname

Necessario evitare l’attacco dei parassiti che potrebbe distruggere le foreste superstiti, ma c’è chi è pronto a speculare

Maltempo: tempi stretti per raccogliere il legname

A memoria d’uomo non si ricorda si sia mai verificata  nei boschi della regione una catastrofe del genere. Il vento micidiale che la sera del 29 ottobre ha spazzato le vallate, ha rasato letteralmente a zero boschi interi, dopo che il maltempo aveva già flagellato la montagna. Il dato è in costante aggiornamento mentre scriviamo, ma ormai si dà per probabile che i danni al patrimonio boschivo superino il milione di metri cubi.
Che fare per ripristinare la situazione? L’impresa tutt’altro che semplice perché si tratta di prelevare rapidamente le piante stroncate o sradicate e portar tutto alle segherie o agli impianti a biomassa, superando anche problemi logistici di non poco conto a causa del fatto che molte piste forestali sono danneggiate.
“Ci sono da affrontare due problemi - conferma Emilio Gottardo, presidente di Legno Servizi -: il primo è che l’improvviso afflusso sul mercato di tanta materia prima provoca di solito la diminuzione del prezzo e c’è subito chi ne approfitta. Sono più che fondate le voci ricorrenti di un forte interessamento di aziende austriache e tedesche pronte ad accaparrarsi il legname. Dobbiamo però affrontare e risolvere anche un’altra grande emergenza: se il legname non sarà raccolto entro i prossimi sei o sette mesi, potrebbe verificarsi una diffusione massiccia del bostrico dell’abete rosso, coleottero che, anche a causa dei cambiamenti climatici potrebbe produrre tre generazioni  propagandosi in maniera incontrollata in presenza di piante a terra o lesionate e causando la prossima stagione agli alberi superstiti più danni del maltempo (com’è  accaduto in Slovenia dopo il gelicidio, ndr)”.
Ammesso e non concesso che si riesca a portare via per tempo il legname, bisogna poi gestire l’enorme massa evitando tracolli di prezzo e speculazioni: “Per prima cosa – ricorda Gottardo – sarà indispensabile operare con gli strumenti dell’emergenza con affidamenti diretti alle aziende boschive affinché possano estrarre il legname per poi premettere alle segherie nostrane di assorbire la maggiore quantità destinato ad essere lavorato. Dai boschi del Friuli-Venezia Giulia si ricavano all’incirca 150mila metri cubi all’anno, per cui è ovvio che dovremo fare in modo che le segherie stesse possano pagare in modo dilazionato mentre l’attività di taglio ordinaria andrebbe sospesa. Si tratta ora di trovare un’intesa con le aziende in maniera tale che a fronte dell’impegno ad acquistare a un prezzo equo, possano pagare un po’ alla volta”.
Serve insomma, come ha giustamente sottolineato l’assessore regionale alle Risorse forestali Stefano Zannier un gioco di squadra dell’intero comparto, che coinvolga per esempio anche le aziende boschive che operano in territori non interessati dagli schianti. Se poi non riusciremo da soli a rimettere a posto le cose, ben vengano anche le aziende straniere.

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