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Avanti con la tracciabilità digitale del vino

E' la proposta formulata dal Fvg al ministero delle Politiche agricole a Vinitaly

Avanti con la tracciabilità digitale del vino

Uscire dalla fase sperimentale e avviare una progettualità consolidata sulla tracciabilità digitale del vino. È quanto ha proposto la Regione, rappresentata dall'assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, nell'incontro svoltosi a Vinitaly presso lo stand del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, alla presenza di Gabriele Papa Pagliardini, direttore dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea).

La Regione ha portato all'attenzione ministeriale il successo, sia in termini di efficacia che di interesse, della sperimentazione a livello regionale di Enology, iniziativa di Agea nata dalla collaborazione con il Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) per la tracciabilità dei prodotti enologici made in Italy. Nel 2018 sei aziende locali hanno attivato la tracciabilità dei vini attraverso questa applicazione digitale. Il sistema consente di abbinare ad un QR-code stampato sull'etichetta della bottiglia una serie di informazioni relative al vino in essa contenuto. I dati utilizzati nella sperimentazione sono quelli che i produttori vitivinicoli sono attualmente obbligati a fornire al Sian. Oltre a questi dati, l'Amministrazione ha messo a disposizione ulteriori informazioni sulle produzioni vitivinicole autoctone già in possesso della direzione regionale. Si tratta di informazioni territoriali e produttive come quelle relative alle superfici e produzioni locali, alle rese, ai dati agroclimatici e pedologici, ai consumi di carburanti e ai trattamenti fitosanitari. Informazioni che appartengono ad una cosiddetta blockchain pubblica, dove i dati di filiera sono disponibili, immutabili e certificati.

Nelle intenzioni stesse di chi lo ha progettato, Enology potrebbe in seguito abbracciare anche dati forniti direttamente dalle aziende e diventare così uno strumento promozionale oltre che di garanzia di qualità del prodotto. Le aziende potrebbero infatti inserirvi informazioni qualitative sui vini quali processi produttivi utilizzati, analisi chimiche, recensioni di riviste specializzate, interviste, filmati e foto, ma anche associare il prodotto con i propri portali di e-commerce, accrescendo notevolmente i benefici dell'applicazione anche nei confronti del consumatore finale.

Secondo la Regione è quindi indispensabile che il progetto venga finanziato e condotto verso un'implementazione a lungo termine che consentirebbe di compensare le aziende, oggi gravate dall'onere dell'obbligatorietà della comunicazione dei dati, restituendo loro un servizio aggiuntivo estremamente utile al proprio mercato.

La soluzione Enology è replicabile in altri settori agricoli, con particolare riferimento a quelli relativi alle produzioni agricole di qualità, come olio extra vergine di oliva, formaggi, mozzarelle di bufala, carni bovine, produzioni biologiche.

1 Commenti
infoarmando47@gmail.com

Bisogna andarci piano con questo tipo di proposte. Con la tracciabilità può esserci il rischio di conoscere le quantità veramente prodotte e conseguentemente svelare tante vendite a "nero".

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