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L’olivicoltura della Val Padana è a rischio

Sabato 26 gennaio, all’Istituto Tecnico Agrario Il Tagliamento di Spilimbergo, si parlerà di 'Cascola anomala delle olive e Cancri rameali'

L’olivicoltura della Val Padana è a rischio

Sabato 26 gennaio, dalle 10, all’Istituto Tecnico Agrario “Il Tagliamento” di Spilimbergo si parlerà di “Cascola anomala delle olive e Cancri rameali”, dove l’AIPOOP porterà le proprie esperienze e conoscenze di prevenzione e difesa.
In questi ultimi anni la presenza di queste due patologie ha provocato danni tali da compromettere l’efficienza produttiva degli oliveti.
Sui cancri prodotti, inoltre, è possibile che si collochino anche altri microrganismi, che contribuiscono ad ampliare la gravità del danno.
Le condizioni favorevoli a queste patologie sembrano rappresentate da temperature miti ed elevate umidità, come piogge, nebbie, rugiade, a seguito delle quali, sui rami colpiti, si riproducono e prendono nuova origine gli organi di diffusione di queste malattie.
L’insediamento e la diffusione di queste affezioni sono favoriti anche da microferite prodotte dalla grandine, dal vento, dalle tecniche di stacco delle olive o dai tagli di potature.
La protezione degli olivi, con pratiche agronomiche e fitosanitarie, diventa così fondamentale ed è importante pure l’attenzione con cui si attua, particolarmente sulle varietà che sembrano più sensibili, come il Leccino.
Nell’incontro, organizzato dall’Associazione Friulana Olivicoltori, saranno discusse le esperienze raggiunte, saranno suggeriti interventi cautelativi e di cura e ci sarà spazio per eventuali domande.
Al termine renderemo un meritato tributo al professor Lanfranco Conte che in questi anni ha dato un notevole contributo allo studio, all’insegnamento di quel macrocosmo che è l’olio extravergine di oliva.

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