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Il Friuli in edicola, 12 febbraio 2016

Famiglia e amici veri la formula anti-crisi - Uno studio rivela che i residenti della nostra regione sono tra i più soddisfatti d’Italia per le relazioni personali. Così i problemi economici e di lavoro pesano meno

Il Friuli in edicola, 12 febbraio 2016

I friulani riscoprono il segreto della felicità - Preoccupati per lavoro e situazione economica, ma soddisfatti delle proprie relazioni sociali: gli abitanti del Friuli Venezia Giulia sono sul podio nazionale per il benessere soggettivo.
Cos’ è davvero la felicità? “Un bicchiere di vino con un panino”, secondo una celebre canzone di Al Bano e Romina a inizio degli anni Ottanta. Ma, oggi, quelle parole sono ancora valide? Dipende, perché le condizioni della società, più che quelle personali, sono cambiate parecchio. Per quantificare il grado di felicità, l’Istat compie ogni anno una rilevazione statistica soppesando gioie e dolori delle regioni italiani.
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Gli immigrati jr corrono al nord o tornano a casa - Solo parte dei giovani immigrati nella nostra regione ha intenzione di mettere radici: la maggioranza vuole tentare la fortuna in altri Paesi europei o riportare la propria esperienza nella terra d’origine.
La nostra è una società multiculturale.  Fatto innegabile e costantemente dimostrato da chi incontriamo sulla strada di tutti i giorni. Gli attriti ci sono, i clash (‘scontro’ in inglese) culturali anche, ma quali sono le vere ragioni che giustificano tali frizioni? E come possiamo noi ridurle al fine di una migliore convivenza? Un compito non facile da portare a termine. Anche perché solo alcuni stranieri si sentono a casa in Fvg e, quindi, decidono di restare. La maggioranza dei giovani immigrati, infatti, sembra pronta a tornare nel proprio Paese o a fare esperienze altrove in Europa.
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“Oggi ci vuole coraggio a costruire una famiglia” - Le testimonianze, davanti alle telecamere di Telefriuli, di chi, dopo aver superato mille ostacoli, ha trovato la felicità
Le famiglie felici si assomigliano tutte. Quelle infelici sono disgraziate ognuna a modo suo. Comincia così ‘Anna Karenina’. Correva l’anno 1877. Oggi, nel 2016, questo potrebbe essere l’incipit di un romanzo attuale. Le famiglie sono cambiate, ma speranze, paure, problemi sono simili a quelle di allora.
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Elezioni, tutti divisi alla meta - Per le Amministrative di giugno, i tre schieramenti in campo stentano a trovare candidati unitari.
La concomitanza della ricorrenza ebraica dello ‘Shavu’òt’, che cade il 12 giugno, con la data scelta dal governo per l’election day di primavera, rischia di complicare la vita agli aspiranti sindaci che ambiscono a scalzare gli attuali primi cittadini in scadenza. La scelta del governo potrebbe essere infatti quella di anticipare il voto al 5 giugno. I termini di presentazione di candidature e liste scadrebbero allora a fine aprile, e la situazione di impasse attualmente in atto in molte città italiane (basti pensare a Milano e Roma) costringerebbe gli schieramenti a vere e proprie corse contro il tempo per trovare la quadra.
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Si litiga anche sul terremoto - Manca un calendario unitario per le celebrazioni dei 40 anni dal sisma. I sindaci lanciano l’allarme perché il pericolo di creare sovrapposizioni e doppioni è reale.
Mancano meno di tre mesi al 40° anniversario del terremoto, evento di portata internazionale. Eppure, ancora non è chiaro chi farà che cosa. A Gemona, tra i Comuni più attivi su questo versante, non si ferma il lavoro per la preparazione del ricco calendario di eventi previsto, ma c’è incertezza sugli appuntamenti più rilevanti per i quali si attende da Trieste un segnale chiaro. Lo conferma il sindaco Paolo Urbani che si toglie qualche sassolino dalle scarpe dopo che nei giorni scorsi non sono mancate polemiche sull’eccesivo protagonismo di Gemona: “Abbiamo cominciato a lavorare all’organizzazione degli eventi a fine 2014, cercando di coinvolgere associazioni e tutti i Comuni del cratere”.
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Alpini in difesa della memoria - San Giorgio di Nogaro - Il locale Gruppo Ana è impegnato da un anno nella raccolta di documenti e testimonianze sulla Prima e Seconda guerra mondiale. Sono già oltre tremila le carte in archivio, ma il capogruppo Davide De Piante fa un nuovo appello ai concittadini affinché aprano i loro armadi.
Salvare il maggior numero possibile di documenti e testimonianze legati alle due grandi guerre che hanno sconvolto il Friuli. E’ l’obbiettivo, davvero molto impegnativo, che si sono proposti gli alpini del Gruppo Ana di San Giorgio di Nogaro che, dal marzo del 2015, hanno avviato il progetto di raccolta e digitalizzazione della memoria storica della Prima e della Seconda guerra mondiale, prima che vada irrimediabilmente persa.  
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Lista e nomi al vaglio, scatta l’ora dei grillini - Pordenone - In vista delle elezioni di giugno, i 5 Stelle sono pronti a debuttare: la certificazione di Grillo sulle persone sta per arrivare. Per il candidato, se la giocano due uomini.
Sono passati dieci anni esatti dalla nascita del Meetup di Pordenone (tra i fondatori, l’attuale eurodeputato Marco Zullo),  e quello che pareva un piccolo gruppo di persone con in testa l’idea di cambiare la politica, oggi è diventato un movimento che si appresta, per la prima volta, a dare l’assalto al Municipio di corso Vittorio Emanuele.
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Noir dal sapore mediorientale - L’algerino Yasmina Khadra è l’autore protagonista della 22a edizione di Dedica a Pordenone.
Nell’Algeria degli anni Novanta è stato costretto a usare uno pseudonimo – il nome della moglie – per aggirare la censura e poter pubblicare così i suoi romanzi. Mohammed Moulessehoul – oggi meglio note come Yasmina Khadra – ex ufficiale dell’armata algerina con la passione per la scrittura e per la verità, è l’autore protagonista della 22a edizione di Dedica, la rassegna organizzata dall’Associazione Thesis in programma dal 5 al 12 marzo a Pordenone.  Khandra ha rivelato la sua vera identità nel 2001, quando dimessosi dall’esercito, ha lasciato l’Algeria per stabilirsi in Francia.
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Il Western oltre Tarantino - Carlo Gaberscek: un udinese esperto mondiale di location del cinema. Nel suo ultimo libro, tutto in inglese, si concentra sulla ricca e da noi spesso inedita filmografia messicana, “Il West vive ancora, anche se i grandi film...”
Secondo l’opinione comune, la grande stagione del cinema western sarebbe finita da decenni, parzialmente rivitalizzata da occasionali iniezioni di cinema perlopiù d’autore. Falso: dal 1980 a oggi, cioè dal declino del western come genere popolare, si contano almeno 600 film, molti dei quali finiti magari solo nel circuito home video. Solo dal 2010 son già più di 200, spesso mescolati ad altri generi, specie l’horror.
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“La missione-salvezza non è adatta ai giovani” - L’ex difensore bianconero Giovanni Bia concorda sul ricorso a giocatori esperti per assicurare la categoria.
Il confronto tra Udinese e Bologna ha un sapore particolare per qualcuno. Non solo per un doppio ex come Giovanni Bia, oggi agente di calciatori, ma anche per un ‘bianconero mancato’ come Roberto Donadoni. Una occasione persa per l’Udinese, quella dell’ex Milan? Secondo Bia no: “E’ vero che Donadoni è un ottimo allenatore che potrebbe stare su qualsiasi panchina di A, ma l’Udinese non lo ha perso quando è andato a Bologna, semplicemente perché il club friulano ha già l’allenatore giusto per questa squadra, Stefano Colantuono”.
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