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Il Friuli in edicola, 17 febbraio 2017

Il Friuli in edicola, 17 febbraio 2017

Un nuovo RE per riaccendere il sogno - Il ritorno in Friuli di Zico, il campione che ha reso famosa una squadra e un'intera terra, ma prima ancora ha rappresentato la volontà di crescita della provincia, oltre ogni limite prestabilito

Una Favola raccontata in diretta da Telefriuli - Da via Scrosoppi a via Nazionale, la Tv ha sempre seguito lo speciale rapporto di affetto che lega il campione e il pubblico friulano. Dai programmi-fiume ai primi video trasportati in auto
Al rintocco della campanella dell’ultima ora il cuore cominciava a battere forte. Con la cartella sulle spalle percorrevo a passi celeri la scalinata dello Stellini, mi immettevo col fiatone prima in via Cairoli e poi in via Scrosoppi, dove sorgeva allora la pionieristica sede di Telefriuli. Con la passione di chi gioiva alla domenica per le reti di Carletto De Bernardi e le discese sulle fasce di Mariano Riva mi precipitavo ad ascoltare da dietro le quinte  le interviste che i giornalisti storici dell’emittente realizzavano con voluminose telecamere al glorioso Moretti.
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Un nuovo RE per riaccendere il sogno - Il ritorno in Friuli di Zico, il campione che ha reso famosa una squadra e un'intera terra, ma prima ancora ha rappresentato la volontà di crescita della provincia, oltre ogni limite prestabilito
I ricordi personali, con Zico, sono tutto. Liquidiamoli in poche righe: il 1983 è stato l’anno della maggiore età e di un sogno impossibile. Più di così, in effetti… Il resto sono dettagli: i rumors sul suo arrivo, gli articoli sui giornali sportivi – conservati tuttora - , le pacifiche adunate in piazza, la prima amichevole che fa rimandare la partenza per le vacanze… Il ricordo collettivo è ancora più importante. Zico riassume in sé una marea di significati: il giocatore più famoso all’epoca – e nella top 5 della seconda parte del 20° secolo con Pelè, Maradona, Platini e Cruyff – che sceglie la provincia. Una provincia cronica che si trova catapultata alle cronache internazionali dopo essere stata fino a pochi anni prima nelle serie inferiori per quasi un ventennio, in un limbo calcistico, territoriale e ‘di appartenenza’.
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La nostra ICONA oltre ogni logica - Tra il campione e i friulani si è realizzato un amore impossibile, un’amicizia sincera con il sapore della ‘saudade’: “Un no che si trasforma in sì e rimane nel cuore”
Agosto 2016. Cammino per Rio de Janeiro, per la prima volta. Parto da qui perché in quella camminata avverto tutti i paralleli sorvolati da casa, sento la testa rovesciata, procedo sul soffitto a testa in giù. E non è per le scimmiette sui fili della luce o la frutta mai vista. E’ per il nome diverso che i sorrisi e le andature danno alla malinconia. Da quel mondo partì Zico: planetario, incantatore, leggero, di sabbia calda e fine. Arrivò in un posto piccolo, provinciale, scavalcato, scolpito nella pietra.
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“La sua dote? Portava la normalità” - Gli ex compagni dei due anni in bianconero continuano a sottolineare gli aspetti positivi dell’uomo, prima ancora che quelli tecnici del campione

Una rivoluzione per tutto il mondo del calcio - Già nel 1984, un futuro avvocato friulano analizzò l’innovativo contratto che fece arrivare il campione a Udine cedendo a terzi i suoi diritti d’immagine. “Non ci fu niente di illegale, né un accanimento su una ‘provinciale’, anche perché dietro c’era Zanussi...”
A mettere in forse l’arrivo di Zico in Friuli nell’83, ma anche a renderlo possibile, fu un’innovazione contrattuale. Uno tra i primi a studiarla e a raccontarla fu un giovane studente di giurisprudenza nella sua tesi di laurea discussa nel novembre del 1984. Si tratta dell’avvocato udinese Andrea Mascherin, oggi presidente del Consiglio nazionale forense.
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Comuni a scuola dai trentini - L’Anci approva la trasformazione in Casa delle Autonomie. Obiettivo: preservare il ‘microcosmo’ della regione aiutando le amministrazioni più piccole
Il modello da seguire è il Consorzio dei Comuni trentini. A volerlo replicare, ma inserendovi il Dna della nostra regione, è l’Anci Fvg, disposta a riformarsi sul solco tracciato a partire dal ’96 a Trento e diventare per i nostri Comuni la Casa delle Autonomie. Il percorso è cominciato nei giorni scorsi, quando a Casarsa l’assemblea ha approvato il cambiamento.
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Wi-fi gratis e cultura: le richieste smart degli udinesi - Sono i desiderata degli internauti che hanno risposto a un questionario sul sito di palazzo D’Aronco. Bene la connessione alla rete in città. ‘Udine Vicina’ e ‘Epart’ le app più utilizzate
Gli udinesi chiedono al Comune il potenziamento della rete wi-fi gratis in città e un più ampio spazio per le notizie riguardanti la cultura e gli spettacoli. E’ quanto risulta da un’indagine condotta da palazzo D’Aronco sul proprio sito Web, dove è stato pubblicato un questionario di 16 domande al quale hanno risposto 58 internauti (41 abitanti in città, 17 in altro Comune) approdati sul portale dell’amministrazione comunale.
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Il nostro Pasolini è una rockstar - Battiston e Sidoti di nuovo sul palco per la tournèe di ‘Non c’è acqua più fresca’, che racconta la giovinezza del poeta di Casarsa
L’occasione l’ha data, nel 2015, il quarantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini. A coglierla, con il coraggio dell’impegno e la passione nata da un’amicizia sincera, Giuseppe Battiston, attore, e Pietro Sidoti, cantautore e insegnante, insieme sul palco in ‘Non c’è acqua più fresca’, produzione Css che ritorna in tournèe: da venerdì 17 sarà al Bobbio di Trieste e poi a Roma, a Monfalcone, a Codroipo, a Casarsa, a Verona, a Colugna, a San Stino di Livenza, a Padova e infine a Lecce.
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