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Il Friuli in edicola, 20 gennaio 2017

Il Friuli in edicola, 20 gennaio 2017

Così buoni che tutti vogliono i voucher - La crescita impetuosa del ricorso al lavoro accessorio risponde alla richiesta di strumenti flessibili e semplici da usare, ma come al solito c’è chi ne approfitta e si cerca di correre ai ripari

Così buoni che tutti vogliono i voucher - La crescita impetuosa del ricorso al lavoro accessorio risponde alla richiesta di strumenti flessibili e semplici da usare, ma come al solito c’è chi ne approfitta e si cerca di correre ai ripari
Per lavori occasionali e contraddistinti dalla stagionalità i buoni lavoro si sono rivelati fin dal loro avvento, avvenuto alla fine degli Anni 2000, l’uovo di Colombo. Facili da acquistare nelle tabaccherie, semplici da usare perché a fronte di 10 euro pagati è prevista la sola trattenuta di 2,5 euro senza alcun obbligo di comunicazione agli ispettorati del lavoro (almeno nella fase iniziale), i voucher si sono rivelati la soluzione tanto attesa soprattutto nel settore agricolo. Non a caso, il primo ricorso esteso a questa forma innovativa di lavoro, introdotta dalla legge Biagi nel 2003, è avvenuta proprio in Friuli Venezia Giulia, dove le numerose aziende vitivinicole dovevano fare i conti con il ricorso a mano d’opera per brevi periodi, in occasione della vendemmia.
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Non toccate i voucher - Sull’utilità dei buoni lavoro il parere è sostanzialmente unanime, con la sola eccezione della Cgil che chiede la radicale riscrittura della normativa
Servono regole chiare e facili da rispettare che limitino il ricorso ai voucher per i soli lavori occasionali, precludendo in ogni caso il loro utilizzo alle imprese.
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L’esercito del pubblico: ecco i costi del personale - In Regione e negli enti locali lavorano oltre 14mila persone: un dipendente ogni 85 residenti contro i 132 del vicino Veneto e i 107 del Belpaese. Il ‘conto’ per le casse pubbliche è di 625 milioni in un anno
Con questo numero, comincia il nostro viaggio di approfondimento sulla specialità regionale. E per comprendere quale siano i ‘nodi’ del Fvg e della sua specialità, è bene partire dalla risorsa più preziosa a disposizione di un apparato pubblico, vale a dire le risorse umane. In altri termini, ci dobbiamo chiedere quante siano le persone che lavorano nel pubblico, dalla Regione fino agli enti locali, e quanto ‘pesino’ in termini economici.
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Banda ultralarga: ecco la mappa degli interventi - Nei prossimi quattro anni saranno investiti in Fvg 101 milioni di euro. Obiettivo portare i 30 Mbps in tutta la regione e i 100 Mbps in un terzo del territorio
L’obiettivo è ambizioso: portare la banda ultralarga in tutto il territorio regionale  entro il 2020. Stiamo parlando dell’accordo stretto lo scorso anno tra Mise e Regione Fvg, i quali intendono intervenire sulle  cosiddette ‘aree bianche’, vale a dire su quei territori nei quali i gestori privati non vogliono ‘mettere mano’ perché non economicamente convenienti. Insomma, il pubblico è deciso ad arrivare dove, per il privato, il gioco non vale la candela.
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Cantieri aperti Corso Italia, una rinascita a metà in attesa dei fondi - Al via i lavori nel salotto buono della città, ma sarà sistemata solo la prima parte della via.  Ecco i principali interventi del 2017
Si è aperto con la comparsa del cantiere in corso Italia, ingombrante ed evidente almeno come il colore giallo che ne caratterizza le reti ed i segnali, un 2017 che sarà sicuramente segnato da lavori pubblici importanti e per certi versi rivoluzionari a Gorizia. Lavori che in gran parte si chiuderanno nei prossimi anni, complici anche le lungaggini che sempre mettono lo zampino in questi casi, ma che a meno di sorprese vedranno la luce nei dodici mesi appena partiti.
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Caporetto cent’anni dopo - 1917-2017 al rombo del cannone - Da questo numero prende il via una rubrica mensile che racconta vicende e società nell’annus horribilis della Grande Guerra.>> di valentina viviani
Caporetto, comune sloveno all’estremo confine orientale della nostra regione e dell’Italia intera, da cento anni è sinonimo di “disfatta”, “esodo”, “guerra” e “disgrazia”. Un’associazione di idee che deriva dalla tragica battaglia che vi si svolse cento anni fa e che fu fondamentale per le sorti delle nostre popolazioni durante la Grande Guerra. Ecco perché, sulle pagine de “il Friuli”, a partire da questo numero, prende il via un appuntamento con cadenza mensile – “1917-2017 Nati al rombo del cannone” – nel quale affronteremo vari aspetti della vita di quell’annus horribilis. Vicende storiche e militari, ovviamente, ma anche cultura, moda, letteratura e tutto quanto compone l’esistenza delle persone, oggi come cento anni fa.
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