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Il Friuli in edicola, venerdì 7 dicembre 2018

Il Friuli in edicola, venerdì 7 dicembre 2018

Ecco come cambia la sanità - Le liste d’attesa si accorciano? I posti letto negli ospedali aumentano? L’assistenza a casa migliora? La Regione avvia una riforma tiepida. Il vero cambiamento deve ancora arrivare

La riforma parte dalla testa - Sanità regionale: è legge il nuovo assetto organizzativo che elimina due aziende sanitarie e affida a un solo ente il compito di assicurare l’acquisto centralizzato di beni e servizi
Nuovo assetto territoriale, addio a due aziende sanitarie e arrivo di una nuova azienda regionale di coordinamento per la salute (Arcs) destinata ad assicurare l’acquisto centralizzato di beni e servizi al Servizio sanitario regionale. La riforma firmata da Riccardo Riccardi, vicepresidente e assessore regionale alla Salute è stata approvata a tempo di record e con una seduta di anticipo dal Consiglio regionale, con un’astensione che ha sorpreso lo stesso assessore.
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I nuovi ‘barboni’ hanno solo 40 anni - Vivere ai margini. A Udine l’identikit di chi vive senza dimora è quello di un giovane, che dopo aver perso il lavoro, è dedito all’alcol e al gioco. A Pordenone, sono i 50enni a trovarsi ai margini della società.
Senza dimora, perché senza speranze. Non può che essere questo il motivo per cui un quarantenne si ritrova a vivere per strada, o a chiedere asilo in un ricovero pubblico. L’identikit del ‘barbone’, come erano chiamati un tempo, che gira senza meta per le strade del capoluogo friulano è proprio quello di un quarantenne. Eppure al giorno d’oggi a quell’età si dovrebbe essere nel pieno della vita: famiglia e lavoro dovrebbero andare a gonfie vele e, dopo aver superato le incertezze dei trent’anni, si dovrebbe aver capito cosa si vuole dalla vita e aver tagliato i primi traguardi.
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Lo sgambetto sulla pista di atletica - Majano. Lettere anonime denunciano una guerra tra Libertas e Majanese, ma i due presidenti le liquidano come inutili polemiche
Prima discussioni sui social, poi lettere anonime per denunciare scandali messi a tacere. A Majano, attorno alla pista di atletica e a due importanti associazioni sportive del paese, la Libertas e la Majanese, pare essersi scatenata una guerra senza esclusione di colpi. Le fonti ufficiali negano dissidi. Anzi l’invito a darsi da fare evitando polemiche inutili è ripetuto più volte. Altri sussurrano che il problema non siano tanto i rapporti tra le due società sportive, quanto dissidi di carattere strettamente personale che riguardano soltanto alcuni associati che fanno della pista di atletica e non solo un casus belli.
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Fate il sottopasso. O ci scappa il morto - Sacile. Un Comitato di cittadini chiede il prolungamento del tunnel sotterraneo della stazione. Oggi per andare nella zona sud della città il percorso è tortuoso e c’è chi rischia la vita per attraversare i binari
C’è un sottopassaggio ferroviario che sta facendo infiammare l’opinione pubblica e la politica. Soprattutto per ragioni legate alla sicurezza. E’ quello nei pressi della stazione ferroviaria di Sacile. Per proporne il prolungamento, visto che un sottopasso di fatto già esiste, è sorto un comitato di cittadini che sta portando avanti una vera battaglia. L’idea è quella di allungare il passaggio fin in via Topaligo, in modo tale da aggirare le sbarre di viale Lacchin.
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Storia dell’arte in formato fumetto - Il Paff! Palazzo delle Arti e del Fumetto di Pordenone apre ufficialmente con una grande mostra dedicata al cartoonist serbo di fama internazionale Gradimir Smudja
Dopo i primi ‘assaggi’ a fine estate, il Paff! Palazzo delle Arti e del Fumetto di Pordenone inaugura ufficialmente venerdì 7 (domenica 9 per il pubblico) con una mostra dedicata alla storia dell’arte firmata da Gradimir Smudja. Presentata in anteprima alla più importante kermesse italiana dedicata al fumetto, Lucca Comics & Games, l’esposizione rappresenta il battesimo in grande stile per il nuovo contenitore culturale pordenonese, voluto dal cartoonist pordenonese Giulio De Vita.
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Le canzoni vere si scrivono solo col cuore - Luigi Maieron pubblica il nuovo album solista, ‘Non voglio quasi niente’, a sette anni dal lavoro precedente. Suoni e temi diversi, meno legami con le tradizioni: “Volevo portare il paese in città”

Scrivere canzoni sembra facile e alla portata di tutti, specie in tempi come i nostri, in cui la produzione ha raggiunto anche ritmi industriali, a scapito però della qualità. Diverso è scrivere con profondità, raccontare storie di sé o di altri che sappiano vivere oltre l’attimo e diventare importanti anche col tempo che passa. E’ quello che fa da un paio di decenni Luigi Maieron, che dopo sette anni di silenzio pubblica il suo quinto album di brani originali, intitolato esplicitamente Non voglio quasi niente, che sarà presentato al Teatro Candoni di Tolmezzo sabato 8 per MusiCarnia.
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