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Bullismo omofobico a scuola: serve il parere dei genitori

Denuncia della consigliera regionale Zilli, dopo le proteste per un progetto avviato in un liceo di Trieste

Bullismo omofobico a scuola: serve il parere dei genitori

"È inaccettabile che la scuola continui a bypassare le volontà di genitori e insegnanti: il nuovo caso è quello di un liceo di Trieste, che prevede di fatto il progetto 'A scuola per conoscerci' senza informare preventivamente i genitori. Accanto a questo, è sconcertante pensare che le istituzioni regionali forzino la mano per giustificare i progetti contro il bullismo omofobico definendo omossessuali già i bambini". Questa la denuncia di Barbara Zilli, consigliera regionale della Lega Nord, che annuncia di aver depositato un'interrogazione urgente in Consiglio: "Nonostante la questione del consenso informato sia stata più volte portata all'attenzione delle istituzioni scolastiche e regionali, sembra che queste non vogliano ascoltare le istanze che arrivano direttamente da genitori e insegnanti, limitandosi a dire che tutto è trasparente, mentre quello che emerge è ben altro".

"Perché non permettere ai genitori di esprimere la volontà o meno di far partecipare i propri figli a tali progetti? Perché da parte delle istituzioni scolastiche c'è la volontà di proporli sempre in sordina, sottotraccia? È evidente che dietro progetti come questi si nascondono dei veri e propri cavalli di Troia, attraverso i quali si vuol far passare ideologie afferenti al gender - anche se si continua a dire che tali teorie non esistono - e la destrutturazione della famiglia tradizionale. Gli ultimi fatti di cronaca ci dimostrano, purtroppo che il bullismo ha diverse accezioni: esiste il cyberbullismo, si viene molto spesso presi in giro solo perché si è troppo grassi, troppo magri o troppo alti. Tutto ciò dimostra che la Regione ha sbagliato a investire impegno e risorse solo e soltanto contro il bullismo omofobico, senza numeri importanti che possano effettivamente giustificare tale investimento. Sarebbe stato invece decisamente più opportuno e forse più risolutivo investire sulla formazione di genitori e docenti per combattere il fenomeno del bullismo a 360 gradi".

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