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De Monte chiude la campagna con Gentiloni

Tappa a Trieste e a Udine per la candidata del Pd alle Europee

De Monte chiude la campagna con Gentiloni

"Il futuro del Nordest si chiama Europa. Grazie a tutti coloro che vorranno ribadirlo domenica ai seggi sostenendo chi, come noi, vuole rafforzare l’Ue, non distruggerla". Lo afferma Isabella De Monte, eurodeputata Pd e candidata nel Nordest. De Monte oggi è a Trieste assieme al presidente dell’Assemblea del Pd Paolo Gentiloni, per una visita alla sede Esof in Porto Vecchio e una conferenza stampa con simpatizzanti e militanti in piazza Cavana, al banchetto del Pd. Sempre assieme a Gentiloni, De Monte chiuderà la campagna a Udine in piazza Matteotti e, in serata, a partire dalle 21, sarà all’Hotel Carnia a Venzone con amici e sostenitori.

Secondo De Monte "grazie e tutti coloro che hanno lavorato per dare energia a questa campagna elettorale. Siamo andati in giro per il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, l’Emilia-Romagna e il Trentino-Alto Adige alzando la voce per raccontare la nostra idea di Europa: per noi alzare la voce si può e si deve, non per insultare gli altri come fanno Lega e M5S, ma con la forza dell’impegno e della competenza".

"Domenica votiamo pro o contro il progetto europeo – osserva De Monte -. Chi voterà per Salvini e Di Maio voterà contro l’Europa, per tornare indietro, ai muri, alle divisioni, al confini, alla marginalità della nostra terra. È una strada pericolosa".

“Un buon risultato avrà un duplice significato: sarà un segnale all’Unione europea contro il nazionalismo, dal Paese dove è più forte, e sarà un passo verso la costruzione dell’alternativa. Il voto di domenica deve servire a dire basta all'interminabile guerra delle due forze di governo e dei due vicepremier”. Lo ha detto il presidente dell'Assemblea nazionale del Pd, Paolo Gentiloni, che oggi a Trieste ha incontrato i cittadini e la stampa.

Ripercorse le sanguinose tappe del Novecento in Europa, dall'attentato di Sarajevo all'Olocausto, Gentiloni ha indicato che “la bestia che è all'origine di tutte queste tragedie, delle dittature e delle guerre, è la bestia del nazionalismo. E noi non possiamo consentire che il progetto europeo dopo sessant'anni sia di nuovo minacciato e incrinato dal nazionalismo”. Riferendosi a Trieste che “guarda da vicino ad altri Paesi, ad altre culture, a tradizioni diverse”, l'ex premier ha affermato che “qui più che mai si capisce quanto l'Europa ci abbia dato in termini di pace e di collaborazione con i popoli a noi vicini”.

“Il 26 di maggio è un'occasione – ha puntualizzato Gentiloni - per dire che anche in Italia, dove pure il nazionalismo è al governo, si può far sentire una voce europeista, che in tutti i Paesi europei aspettano di sentire dall'Italia, perché fa pare della nostra storia e della nostra tradizione politica”.

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