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Grande Guerra, riabilitare i militari fucilati

Presentato oggi a Udine il disegno di legge, a prima firma della senatrice triestina Tatjana Rojc (Pd)

Grande Guerra, riabilitare i militari fucilati

È stato presentato oggi a Udine il ddl "Disposizioni per la riabilitazione storica degli appartenenti alle Forze Armate italiane condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della Prima Guerra mondiale". Il documento, a prima firma della senatrice triestina Tatjana Rojc (Pd) e sottoscritto dal collega Gianclaudio Bressa (Autonomie) chiede all'art. 1 "la restituzione dell'onore agli appartenenti alle Forze armate italiane che, nel corso della Prima Guerra mondiale, vennero fucilati senza le garanzie del giusto processo, con sentenze emesse dai tribunali di guerra" e promuove "il recupero della memoria" di tali caduti e in particolare iniziative di "ricerca storica volta alla ricostruzione delle drammatiche vicende del primo conflitto mondiale con specifico riferimento ai tragici episodi dei militari condannati alla pena capitale".

Nel corso dell'incontro, promosso dalla Società della Ragione Onlus cui hanno partecipato la stessa Rojc, l'ex sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone, l'ex senatore Diego Carpenedo e altri esponenti del mondo politico friulano, sono state ripercorse le tappe di un complesso iter legislativo che, iniziato nel 2000 da Corleone è giunto nella passata legislatura fino all'approvazione, all'unanimità alla Camera dei Deputati, di una proposta di legge dell’onorevole Giorgio Zanin. Un iter che si è interrotto quando la legge è approdata al Senato.

"Raccolgo il testimone - ha detto la senatrice Rojc - e mi impegno a cercare la più ampia condivisione attorno a questo disegno di legge, che porterebbe il nostro Paese a chiudere un conto aperto con la coscienza storica e civile, come hanno già fatto la Francia e la Gran Bretagna. L'Italia ha il dovere morale di riabilitare quei morti, le loro famiglie non devono sentirsi sulle spalle un peso che non devono portare".

Particolarmente vivo in Friuli il ricordo, che ha dato vita a un movimento di opinione, dei quattro alpini Silvio Ortis, Basilio Matiz, Giobatta Corradazzi e Angelo Massaro sottoposti a un processo farsa e fucilati il primo luglio 1916 a Cercivento.

Come ha sottolineato Corleone, "si deve puntare sulla restituzione dell'onore, a dare un senso storico a questo complesso di vicende drammatiche, di eroi e vittime inconsapevoli. La proposta di legge non apre a rivendicazioni e non dovrebbe trovare obiezioni, se non da parte di un militarismo confinato in angoli remoti. Eppure - ha precisato - non è opera ugualmente facile, e serve uno sforzo ulteriore dal Friuli Venezia Giulia".

"È una proposta ragionevole, non un atto di contestazione ma anzi di amore", ha sigillato il carnico Carpenedo, già senatore DC e autore del libro 'La compagnia fucilati'.

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