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In Aula la riforma della sanità

Avviato l’esame del provvedimento che ridefinisce l’assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale

In Aula la riforma della sanità

Il Consiglio regionale ha avviato l’esame della riforma che ridefinisce l’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Il disegno di legge 27, come ha spiegato nella sua relazione di apertura il leghista Ivo Moras, presidente della terza commissione permanente, comprende la creazione dell’Agenzia regionale di coordinamento per la sanità che avrà il compito di coordinare le attività di staff per tutte le aziende territoriali, ridisegna l’aspetto territoriale  individuando, al posto degli attuali 5 enti, tre aziende di area vasta, l’azienda sanitaria Friuli Occidentale (AS FO), l'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (ASU GI) e l'azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASU FC) e ridefinisce una rete ospedaliera coordinata con Burlo e Cro.

Le casistiche più complesse saranno seguite in un limitato numero di sedi, gli Hub (centri di eccellenza) e gli Spoke, centri periferici che saranno dotati di autonomia organizzativa e contabile, con un proprio dirigente amministrativo e dirigente medico.

"Nel complesso - ha affermato il forzista Piero Camber secondo relatore di maggioranza aggiunto, il provvedimento segna l'inizio di un percorso che dovrà sia porre mano alla razionalizzazione del sistema normativo regionale dedicato alla sanità, semplificandolo e ordinandolo in un testo unico, sia intervenire sul sistema dell'offerta con puntuali provvedimenti di riqualificazione dei servizi assicurando l'effettiva uniformità dei livelli di prestazione per tutto il territorio. E’ impensabile – conclude - mettere mano al Sistema sanitario senza la piena collaborazione delle autonomie e degli amministratori locali, senza una forte connessione con loro".

“Il provvedimento proposto non affronta i problemi della sanità: non si parla di territorio, di liste d’attesa, di punti nascita, né di invecchiamento del personale sanitario", commenta  Mariagrazia Santoro (Pd), relatrice di minoranza del provvedimento per l'Aula, sottolineando che dopo le feroci critiche e la durissima campagna elettorale sulla sanità, il disegno di legge di riforma, nonostante i proclami, non contiene l'annunciata separazione tra ospedale e territorio. Santoro punta il dito contro la creazione di una mega azienda a Udine, l'annessione del territorio isontino sotto Trieste e lo svilimento della montagna friulana ed evidenzia il rapporto con l'Università, di cui si limitano i compiti agli ospedali Hub, e il problema di Latisana e Palmanova che finiranno sotto il commissario di Trieste. Il Gruppo del Partito democratico sostiene che sarebbe stato meglio attendere un periodo di assestamento delle 5 aziende istituendo nel frattempo la cosiddetta azienda zero ed è deciso a votare contro se la legge non verrà modificata accogliendo le sue proposte.

Dal canto suo il consigliere pentastellato Andrea Ussai sostiene che bisognerà capire non appena l'Azienda regionale di coordinamento per la salute sarà operativa, quanto l'accentramento di alcune funzioni possa depotenziare il ruolo delle diverse Aziende, che non possono ridursi a mere esecutrici perché devono rispondere a esigenze di salute e di territori molto diversi.

L'ultimo relatore di minoranza, la consigliera Simona Liguori del Gruppo dei Cittadini, ha confermato la perplessità di fondo circa l'utilità di procedere a "questo riassetto che - ha detto - genera comunque stress al sistema, basti pensare alle gestioni commissariali che dureranno prevedibilmente non meno di 18 mesi".

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