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In Europa non si respira aria di elezioni

Friulani nel mondo - Le testimonianze di due corregionali all'estero denunciano la mancanza di entusiasmo per l'appuntamento elettorale del 26 maggio. Negli altri Paesi nessuno aspetta grandi cambiamenti, qualsiasi sia il risultato

In Europa non si respira aria di elezioni

Chi meglio dei friulani residenti all’estero può fornire un quadro dell’aria che si respira in Europa, in attesa delle elezioni europee. Per questo abbiamo intervistato i presidenti dei Fogolâr Furlan della Gran Canaria, in Spagna, e di Vienna. Stefano Degano, vive in Spagna da vent’anni e da 18 è il direttore del Coro dell’Università della capitale dell’isola.

“Torno in Italia – dice Degano – un paio di volte l’anno, ma ormai la mia vita è in Spagna, mi sono ben inserito e come musicista amo curare i rapporti con gli altri. Porto la mia italianità anche al Comites (Comitato italiani all’estero, ndr) di Madrid”.
Per quanto riguarda l’appuntamento con le elezioni europee, il direttore è perplesso.

“Mi dispiace dire – spiega Degano – che queste votazioni non sono molto sentite. Bisogna sottolineare, però, che tre settimane fa, domenica 28 aprile, si sono tenute le elezioni generali anticipate, un mese prima delle europee. Hanno vinto i socialisti del Psoe, ma non hanno i numeri per governare. L’affluenza comunque è stata record”.
Il 26 maggio, però, sarà un vero Election day per la Spagna.
“Si voterà per le elezioni europee – spiega il direttore -, ma pure per le amministrative e le locali. Anche per questa concentrazione di appuntamenti, dovuti all’esigenza di risparmiare, non c’è molta attenzione verso le elezioni europee rispetto alle altre votazioni, che sono sentite dalla popolazione come più vicine, più intime. Bisogna dire anche che non c’è stata grande informazione per queste votazioni”.

Alla cattiva informazione si aggiunge una scarsa attenzione da parte degli elettori.
“Le persone - conclude Degano - per andare a votare, devono avere interessi in ballo, poter avere vantaggi. Per questo soprattutto chi vive in una parte decentrata e lontana come la Gran Canaria dovrebbe sentirsi parte dei giochi e chiedere sostagno. Invece, la maggior parte degli spagnoli non crede che dalle Europee riceverà qualcosa per sé e per la Spagna”.
E’ dello stesso avviso Dania Driutti, originaria di Sammardenchia di Pozzuolo. Driutti vive a Vienna da cinque anni, ma ha girato il mondo al seguito del marito, che lavora per le Nazioni Unite. Per mantenere vivi i rapporti con la patria, Driutti è presidente del Fogolâr Furlan di Vienna e dell’Austria, inaugurato appena due anni fa, che conta già un’ottantina di soci.

“Mi dispiace dire – spiega Driutti – che in generale gli austriaci non hanno interesse per queste elezioni, perché non si aspettano grandi cambiamenti. La sensazione è la stessa tra le organizzazioni di italiani che vivono qui. C’è diffidenza e, d’altra parte, già alle Europee del 20014 l’affluenza era stata bassa. Ma almeno quella volta i politici si erano fatti conoscere di più. La 'nostra' Isabella De Monte, per esempio, si era presentata ai friulani residenti in Austria”.
Il risultato è chiaro. “Questa volta – conclude Driutti - credo che al massimo ci sarà un bilanciamento tra euroscettici ed eurosostenitori, ma ci sarà poco affluenza, anche per la mancanza di sensibilizzazione”.

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