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Omnibus, svilito il ruolo delle opposizioni

I cinque gruppi in Consiglio regionale hanno espresso contrarietà rispetto all'iter del disegno di legge

Omnibus, svilito il ruolo delle opposizioni

Con una conferenza stampa congiunta, i cinque gruppi di opposizione presenti in Consiglio regionale, attraverso i propri presidenti hanno espresso contrarietà rispetto all'iter del disegno di legge n. 54 "Omnibus", contenente misure ritenute urgenti per il territorio e giunto all'esame dell'Aula.

Secondo il capogruppo di Patto per l'Autonomia, Massimo Moretuzzo, "il percorso di questo provvedimento ci trova assolutamente contrariati: in Consiglio oggi dovevamo parlare di un disegno di legge di manutenzione tecnica, la Giunta si era impegnata a non stravolgerlo, l'opposizione nei lavori delle Commissioni era stata collaborativa e non prevenuta. La realtà però è che ci troviamo, per l'ennesima volta, in una situazione completamente diversa: basti pensare che, tra i molti emendamenti, ce ne sono alcuni che fanno parte di una pianificazione sanitaria che aspettiamo da tempo e che non sappiamo nemmeno se è completamente delineata. Non si può affidare la scelta sul ruolo dei singoli ospedali a un emendamento di una omnibus".

Per Furio Honsell, capogruppo di Open-Sinistra FVG, "questo modo di legiferare improvvisato è dannoso per la regione. Presentare emendamenti in extremis, negando audizioni e modificando quanto approvato qualche mese fa, è pericoloso. La programmazione sanitaria e quella edilizia non possono essere oggetto di un emendamento in 'zona Cesarini'. Nella discussione del ddl 54 prevale l'assenza di dialogo con il territorio e con i legittimi portatori di interesse. Oggi in Aula la maggioranza ha rivendicato il dialogo, ma se si contano effettivamente quante audizioni si sono svolte a fronte delle diverse richieste di audizioni, che sono quasi sempre state negate, ci si renderà conto che qui ci troviamo di fronte a una gestione assolutamente idiosincratica da parte di una monocratica maggioranza".

A detta del capogruppo dei Cittadini, Tiziano Centis, "il Consiglio regionale viene calpestato nella propria dignità da un metodo di lavoro che sembra sia stato studiato in modo consapevole per escluderlo a vantaggio esclusivo della Giunta. Importanti decisioni legislative vengono calate dall'alto, con emendamenti dell'ultimo minuto che escludono a prescindere la possibilità di analisi, riflessione e controproposta politica. Così la partecipazione di tutti i Gruppi consiliari è messa in seria difficoltà, per non parlare del mancato coinvolgimento dei portatori d'interesse in sede di audizioni. Tutto questo nasconde una grave insicurezza del Governo Fedriga.

Per Ilaria Dal Zovo, capogruppo del Movimento 5 Stelle, "Giunta e maggioranza non si smentiscono. Anche in quella che doveva essere una legge di manutenzione dal contenuto tecnico arrivano ancora emendamenti sostanziali, in barba agli accordi che erano stati presi tra capigruppo. Già la presentazione di una nuova omnibus, a meno di due mesi dall'approvazione della precedente, è quantomeno un'anomalia sul piano legislativo che svilisce il ruolo del Consiglio regionale. Ma in questo caso il centrodestra si era preso l'impegno di non presentare emendamenti in Aula che andassero a stravolgere il contenuto del ddl. Evidentemente, però, il loro modo di operare è questo e la tentazione di inserire provvedimenti senza passare per audizioni e Commissione è troppo forte. Stavolta tocca addirittura alla programmazione sanitaria, con 'pezzi' di riforma e soluzione di controversie portati avanti attraverso emendamenti, senza i necessari confronti e approfondimenti".

Infine, sostiene il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello: "Le leggi omnibus sono uno strumento sul quale nessuno discute. Non possiamo però accettare stravolgimenti come quelli che vediamo oggi, che calpestano il nostro lavoro, il lavoro dell'Aula. È necessario riconquistare un'autorevolezza del Consiglio che questa maggioranza sta perdendo. Il presidente del Consiglio deve fare il presidente e far funzionare l'Aula e le Commissioni, che non sono di proprietà dei presidenti di Commissione. Il problema è che i consiglieri di maggioranza hanno appaltato le loro prerogative di legislatori alla Giunta".

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