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Ronchi, nuova variante al piano regolatore

Approvata durante l'ultimo consiglio comunale, consentirà di migliorare anche piazza Oberdan

Ronchi, nuova variante al piano regolatore

Con undici 'si' compreso quello del consigliere di opposizione Giovanni Deghenardt (Ronchi Viva) e l'astensione dei consiglieri del M5S, il consiglio comunale di Ronchi dei Legionari ha approvato la variante 4 al piano regolatore generale, "strumento urbanistico con cui si è cercato, attraverso l’introduzione di una normativa e grafici specifici - ha spiegato il sindaco Livio Vecchiet che ha anche la delega ai lavori pubblici - di riqualificare la zona centrale al fine di incentivare l’insediamento di attività commerciale e di servizi. Il passo successivo sarà di cercare adeguate agevolazioni fiscali per incentivare il recupero e la rivitalizzazione della zona". Con la variante il comune ha quindi voluto prevedere la trasformazione del centro città nella zona di piazza Oberdan, applicando la zona B00 che consentirà ai privati di intervenire con ristrutturazioni e restauri dei palazzo storici, potendo chiedere il contributo regionale, ma ha anche ridotto di circa 4.500 mq le zone destinate all’espansione residenziale, "così come chiesto dai cittadini. La crisi economica ha ridotto le nuove edificazioni ma sui terreni non edificati i proprietari pagano comunque l'Imu, cosa che invece non è prevista per le zone agricole" ha precisato Vecchiet, che ha voluto ricordare come con quanto previsto anche dalla variante n. 3, le zone di espansione residenziale sono state ridotte in tutto di ben 25.000 mq. In merito a piazza Oberdan l'obiettivo dell'amministrazione è quello di rivitalizzare il centro. "Contiamo di poter affidare a breve la progettazione esecutiva e di arrivare all'inizio dei lavori in autunno".

"Gli interventi - ha proseguito Vecchiet - prevedono l'ampliamento del parco Excelsior, il collegamento di questo con piazza Oberdan, nuovi parcheggi". Il voto di lunedì sera è stata la conclusione di un lungo iter, iniziato a luglio 2016, dalla precedente amministrazione comunale tramite l’adozione delle direttive. L’iter, peraltro, è stato alquanto travagliato: infatti la variante è stata suddivisa in due procedimenti a seguito delle problematiche connesse al piano di rischio aeroportuale, è stato necessario integrare lo studio geologico con lo studio di compatibilità e invarianza idraulica. Per quanto riguarda la valutazione di ampliamento della zona D4 produttiva, a confine con il comune di San Pier d’Isonzo, quest’ultimo ha espresso un parere alquanto controverso ma sostanzialmente negativo e quindi la ditta Cois, che aveva avanzato la richiesta, potrà avviare la procedura di variante direttamente con la Regione tramite conferenza dei servizi. Non è stato previsto neanche l’eventuale sviluppo dell’attività sportiva di motocross nell’area lungo la via San Pier d’ Isonzo perchè la società che gestisce l'area non ha presentato la documentazione richiesta sulla caratterizzazione dell'ex discarica su cui si svolge l'attività, documentazione propedeutica alla variante stessa.

"Nonostante gli incontri e le assicurazioni ricevute - ha detto ancora Vecchiet - siamo inoltre ancora in attesa degli atti definitivi relativi il piano della mobilità sostenibile e piste ciclabili da parte del Comune di Monfalcone, tanto che abbiamo deciso di procedere autonomamente, affidando uno studio che verrà presentato a breve alla cittadinanza". Critici i consiglieri del Pd sopratutto per l'impossibilità di votare in modo distinti i vari interventi della variante e perchè mancano aspetti essenziali per lo sviluppo imprenditoriale e della mobilità sostenibile. "Esiste una riconversione delle aree residenziali in aree verdi e agricole come richiesto dai cittadini, ma aumentano le edificazioni dirette, più piccole che non portano contropartite all'amministrazione comunale - ha osservato Gianluca Masotti - L'aspetto positivo è certamente la riqualificazione di alcune zone del centro città, quale piazza Oberdan e via Mazzini, ma l'auspicio è che accanto a questa previsione urbanistica per il dentro anche il sostegno delle piccole attività commerciali. Dovrebbe essere prevista la possibilità di ampliare le zone di produzione anche nelle zone, ora agricole, tra aeroporto e città dando modo di espandersi ad alcune aziende locali. Ci auguriamo inoltre che il comune di Monfalcone metta mano al documento sulla mobilità sostenibile che giace sui loro tavoli dal 2016". E' stata poi Sara Bragato, sempre Pd, a confermare la condivisione sugli interventi della zona del centro, "anche se sarebbe stato meglio prevedere interventi su tutta la piazza e non solo su un lato e prevedere, oltre agli interventi dei privati, anche interventi sugli spazi pubblici. E' negativo invece aver previsto tanti piccoli tasselli per l'edificazione diretta, tra cui quelli dei campi a Selz, compresi tra via Capitello e via Monte Cosich. Sono zone - ha detto - che lascerebbero la possibilità essere utilizzate se venisse realizzato il sottopasso, utile per risolvere il problema del passaggio a livello di Selz. Permettere l'edificazione su queste aree è stata una scelta miope, anche se sembra che Rfi abbia abbandonato l'idea di fare un sottopasso. In ogni caso bisognerebbe pensare ad un equo esproprio, perchè non è giusto lasciare i proprietari dei terreni in una situazione di incertezza, anche perche le aree di Selz potrebbero essere usate come parcheggio, come già fatto in passato, in occasione di varie manifestazioni. In merito a questa scelta specifica intendiamo presentare opposizione". Opinioni e pensieri condivise anche dal M5s, con la consigliere Lorena Casasola.

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