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Stato-Regione, la relazione di Fedriga

Questa mattina in Aula, il governatore ha illustrato i cinque i punti più importanti della proposta

Stato-Regione, la relazione di Fedriga

Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha presentato questa mattina in Consiglio regionale i contenuti della trattativa sui rapporti finanziari con lo Stato. Sono cinque i punti di maggior rilievo della proposta, sui quali ha chiesto il mandato per continuare a trattare con il Governo e arrivare a chiudere un accordo sui rapporti finanziari.

Il primo punto riguarda il contributo della Regione al risanamento della finanza pubblica nazionale. L'attuale previsione nella legge finanziaria nazionale è di 2,4 miliardi di euro in tre anni; Fedriga sta trattando per ottenere uno sconto di 834 milioni nel triennio. Una cifra particolarmente importante sul piano politico, perchè di 474 milioni superiore allo sconto che era riuscita a ottenere la Serracchiani nella trattativa con Padoan per il triennio precedente.

Il secondo riguarda la cosiddetta clausola di salvaguardia. Finora lo stato, qualunque fosse l'accordo raggiunto con le regioni, si riservava il diritto di incrementare, unilateralmente, il contributo dovuto dalla singola regione. La proposta di Fedriga sterilizza l'ipotesi di maggiori contributi decisi in maniera unilaterale dallo Stato. "E' una battaglia storica", ha detto Fedriga. "Lo Stato non aveva mai riconosciuto la necessità di trattare nuovi eventuali prelievi". In pratica, l'ipotesi di Fedriga è una sorta di tetto ai versamenti che la Regione deve allo stato.

Il terzo punto è l'autonomia della Regione nei tributi immobiliari per quanto riguarda gli enti locali, una partita che può portare ossigeno e ossigeno alle casse e autonomia politica e gestionale alla regione.

Il quarto riguarda le compartecipazioni. Fedriga ha confermato le anticipazioni che l'assessore alle finanze, Barbara Zilli, aveva dato in una puntata di FriulEconomy: la Regione punta a far ritornare le compartecipazioni all'Iva a 9,1 decimi. Attualmente, lo ricordiamo, sono a 5,9 decimi sulla base dell'accordo di Serracchiani con Padoan.

L'ultimo punto riguarda i ricorsi alla Corte Costituzionale. Fedriga è stato chiarissimo: se non interviene un accordo con lo Stato prima del 28 febbraio, termine ultimo per impugnare la legge nazionale davanti alla Corte costituzionale, la Regione farà ricorso alla Consulta contro la legge finanziaria 2019 per evitare di indebolirsi nella trattativa.

Fedriga, infine, ha sottolineato che da parte del Governo e del Ministero dell'Economia e Finanza c'è stata una presa d'atto della virtuosità del Friuli Venezia Giulia nella tenuta dei conti. C'è stato - ha aggiunto - un riconoscimento da parte dello Stato della validità dei mutui contratti per realizzare investimenti.

Il dibattito sulla sua relazione in Aula comincerà nel pomeriggio.

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