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Taglio del nastro per Mittelfest. Senza Fedriga

A pochi minuti dal via, il governatore ha comunicato la sua assenza. Shaurli attacca: "Gesto contro la libertà di espressione"

Taglio del nastro per Mittelfest. Senza Fedriga

Dopo Vicino/Lontano, nel mirino dell'Amministrazione comunale di Udine, che aveva bollato l'evento come 'troppo di sinistra', un altro festival finisce nell'occhio del ciclone. Si tratta del Mittelfest, al via questa sera a Cividale. A scatenare il dibattito è stata l'assenza, polemica, del governatore Massimiliano Fedriga al tradizionale taglio del nastro. Comunicata agli organizzatori pochi minuti prima dell'inizio della cerimonia ufficiale.

La mancata presenza non sarebbe legata a un impegno last minute del Presidente Fvg, ma a una precisa scelta: “Non si può fare politica con i fondi pubblici”, avrebbe chiosato Fedriga. Motivo del contendere? Il paragone fatto dal direttore artistico del Festival, Haris Pasovic, che avrebbe accostato la figura di Antigone a quella che per molti è un'eroina moderna, Carola Rackete, il capitano della Sea-Watch. Una citazione e un confronto che non sono piaciute a Fedriga.

“Imbarazzante per la storia della nostra regione, inaccettabile sotto ogni punto di vista la polemica tutta di parte fatta da Fedriga contro la libertà di espressione di artisti, contro un festival che ha fatto proprio dell’incontro fra culture e opinioni il suo tratto distintivo”, ha commentato il segretario del Pd Fvg Cristiano Shaurli.

"Questo è un atto gravissimo - ha sottolineato Shaurli - un'intromissione della politica che chiede all'arte di allinearsi, fatta oltretutto con modalità plateali che rivelano una precisa volontà di colpire e dare un esempio. E' anche un tradimento nei confronti dello spirito del Mittelfest, che nasce per mettere assieme le diversità e che in questo modo ha assegnato un ruolo preciso al Friuli Venezia Giulia, esso stesso luogo di diversità. Ora arriva Fedriga e vuole imporre censure e pensiero unico anche agli artisti. Un dispiacere per Cividale, per gli artisti e i tanti volontari che incarnano lo spirito di un festival che negli anni ha lasciato un segno in una città di confine, costruendo cultura, legami e aperture di cui invece – conclude - dovremmo essere orgogliosi”.

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