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A Udine l’ospedale entra in casa

Dopo un ricovero ospedaliero, soprattutto nel caso di pazienti anziani, è possibile chiedere l’assistenza a domicilio gratuita

A Udine l’ospedale entra in casa

Entrare in ospedale è relativamente facile, uscirne è sempre un’impresa. Lasciata alla spalle l’assistenza continua garantita, oltre che dai medici, da infermieri e operatori sociosanitari che, chi più chi meno, sono sempre presenti, il ritorno a casa significa lunghe convalescenze in solitudine. Soprattutto per chi ha superato abbondantemente gli anta.
Dopo un ricovero comincia l’odissea dei familiari, che, se ci sono, per garantire un minimo di assistenza, devono far i salti mortali tra lavoro, figli e la ricerca di una badante. Non tutti sanno, però, che il Santa Maria della Misericordia garantisce l’assistenza domiciliare a chi ne fa richiesta e ha bisogno di dimissioni ‘protette’.
I familiari dei pazienti in uscita dall’ospedale, o i pazienti stessi, se sono in buone condizioni, sono informati di questa possibilità già in reparto. Quindi, a prescindere dalla situazione economica, i pazienti dimessi che ne fanno richiesta possono avere assistenza a casa sia da parte di un operatore che si occuperà dell’igiene dell’assistito, sia di un infermiere gratis.
E’ garantita, infatti, l’assistenza infermieristica a persone che hanno necessità e che, per malattie acute o croniche, o dopo aver subito un intervento, non sono in grado di raggiungere gli ambulatori autonomamente. E’ possibile fare a casa prelievi del sangue, medicazioni, terapie, rimozione o sostituzione di cateteri. Inoltre, è un servizio utile anche ai familiari l’addestramento all’utilizzo di presidi e strumenti.
Fondamentale è la riabilitazione a domicilio, per consentire il recupero o il mantenimento dell’autonomia motoria.
Questo servizio è rivolto a persone che, a seguito di eventi acuti, per esempio, dopo una malattia ortopedica, come la rottura dell’anca, soprattutto nel caso di pazienti anziani, ma anche gravi patologie cronico degenerative, hanno necessità di riabilitazione funzionale, ma non possono recarsi autonomamente, ma neanche essere accompagnate, in ambulatorio a causa di gravi condizioni di disabilità, o per la presenza di barriere architettoniche nell’abitazione.
“La possibilità di avere un aiuto a casa gratis – spiega Patrizia Della Pietra, la cui madre novantenne è stata appena dimessa dopo un intervento all’anca – è stato un sollievo non soltanto per mia mamma, ma anche per me.  Meglio di un ricovero in Rsa. Mi sono sentita più protetta, avendo alle spalle ospedale e distretto sanitario. Purtroppo il servizio dura un mese, poi chiederemo un nuovo accesso, presentando l’Isee”.

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