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Amianto, nel 2025 il picco di morti

Riccardi: "Necessario che nei prossimi anni l'attenzione al fenomeno sia massima". A rischio i figli dei cantierini. Un drone rileverà la presenza di cemento-asbesto

Amianto, nel 2025 il picco di morti

La tragedia dell’amianto non si ferma ma, anzi, inizia a colpire anche i figli dei cantierini. Stando alle stime presentate a febbraio il picco per le morti d'amianto è previsto nel 2025, ha affermato l'assessore Riccardo Riccardi. Dati che il convegno 'Amianto, ieri, oggi e domani' ha provveduto a sottolineare, mentre l’assessore all’ambiente Fabio Scoccimarro ha ricordato come “per rilevare la presenza di cemento-amianto verranno utilizzati dei droni che, sorvolando 24 comuni, copriranno il 50% del territorio regionale”, in modo da poter raccogliere dati utili per lo smaltimento del materiale.

"L'amianto è da considerarsi un'emergenza per il Friuli Venezia Giulia, e per Monfalcone in particolare, e l'attenzione della Regione su questo tema è direttamente proporzionale alla gravità delle situazioni che vengono registrate sia dal punto di vista sanitario che ambientale" ha confermato l'assessore regionale ad Ambiente ed energia, Fabio Scoccimarro, all'apertura della seconda giornata del convegno "Amianto: ieri, oggi, domani", organizzato dal Comune di Monfalcone, rappresentato dal primo cittadino Anna Maria Cisint, e dal Consorzio culturale del monfalconese-Ecomuseo Territori, in collaborazione con Lega italiana per la lotta contro i tumori
(Lilt) e l'Associazione esposti amianto (Aea).

Come previsto dal piano varato lo scorso anno, la Regione creerà l'archivio regionale amianto (Aram) e otterrà la mappatura delle strutture. Parallelamente saranno avviate azioni di sostegno all'eliminazione dell'amianto e, attraverso sinergie tra le direzioni Energia e ambiente e Salute verranno definite le linee guida per l'autorimozione e le procedure per la microraccolta.

Scoccimarro ha spiegato che "per rilevare la presenza di cemento-amianto verranno usati i droni che, sorvolando 24 Comuni, copriranno il 50 per cento del territorio regionale, nel quale risiede l'89 per cento della popolazione. Telecamere speciali stabiliranno anche lo stato di degrado delle coperture per definire la priorità degli interventi. Allo stato attuale l'attività, che prevede che le immagini siano georiferite e collegate alla carta tecnica della regione e al catasto, è stata conclusa a Monfalcone e in un altro Comune e verrà completata entro l'anno".

"I dati raccolti in questo modo confluiranno nell'Aram e consentiranno di avere finalmente il quadro globale sulla presenza di amianto compatto in Friuli Venezia Giulia. I Comuni potranno quindi, tramite le aziende sanitarie, effettuare i controlli per poter verificare lo stato di pericolosità delle coperture e definire come procedere caso per caso".

Scoccimarro ha rimarcato che "la Regione nella scorsa Finanziaria ha posto a bilancio oltre 2,5 milioni di euro per la rimozione dell'amianto attraverso varie linee contributive. Per i privati è previsto il contributo pari al 50 per cento della spesa e le richieste di finanziamento sono in costante aumento: 340 nel 2017, 347 nel 2018 e oltre 600 nel 2019 per un totale di 500mila euro di contributi. Per le imprese, che ogni anno presentano circa 140 domande di contributo, nel 2019 lo stanziamento è passato a 1,45 milioni (nel 2018 era 1,1 milioni), con un rimborso tra il 20 e il 40 per cento della spesa sostenuta".

"Quella per il riconoscimento del dramma degli esposti all'amianto è una battaglia di civiltà alla quale la Regione deve partecipare senza se e senza ma - ha dichiarato il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi -. Oggi dobbiamo fare in modo che quanto è accaduto ieri non si ripeta domani, quindi la Regione continuerà ad avere un ruolo attivo, anche in sede legale, al fianco delle vittime di questo dramma che, a causa di alcuni ritardi nelle scelte istituzionali del passato, è stato identificato e riconosciuto troppo tardi".

L'incidenza del mesotelioma nel Monfalconese è particolarmente elevata ed estesa sia tra i lavoratori impegnati nella costruzione navale, sia tra i loro familiari e la popolazione in generale.

Il vicegovernatore ha quindi ribadito l'importanza del Centro regionale unico amianto (Crua) e ha confermato che "si tratta di una struttura strategica per il sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia che rimarrà a Monfalcone e sarà integrata all'interno dell'Azienda regionale di coordinamento per la salute (Arcs). Da Monfalcone il Crua permette di osservare il fenomeno degli esposti all'amianto proprio nell'area maggiormente colpita da questa tragedia, mantenendo però una visione d'insieme sull'intera regione. Tale realtà d'eccellenza non è solo un punto di osservazione e di raccolta dati, ma un importante stimolatore per lo sviluppo della cultura su un tema troppo a lungo sottovalutato come la tutela della salute dei lavoratori".

"La necessità di potenziare l'azione informativa sull'esposizione all'amianto per raggiungere e sensibilizzare oltre all'area giuliano-isontina, epicentro dell'esposizione da amianto, anche il resto del territorio regionale. Stando alle stime presentate a febbraio il picco per le morti d'amianto è previsto nel 2025, quindi è necessario che nei prossimi anni l'attenzione al fenomeno sia massima, così da salvare il maggior numero di vite possibile".

L'assessore Riccardi ha inoltre sottolineato che "a queste azioni si aggiungono quelle destinate alle amministrazioni cittadine, a partire dai 700mila euro per la rimozione, con copertura totale delle spese sostenute, ai quali richiedono l'accesso annualmente in media 8 enti locali. A Bilancio è stata predisposta una posta per i poteri sostitutivi dei Comuni: tale regolamento è stato appena pubblicato e consente di richiedere contributi ove, nonostante le ordinanze dei sindaci, i privati o le imprese non rimuovano l'amianto presente nelle loro proprietà".

In merito alle microraccolte di amianto, l'esponente della Giunta ha spiegato che "una ventina di giorni fa la Regione ha definito con Arpa e Crua le strategie per l'autorimozione attraverso specifici kit che verranno consegnati ai cittadini. Tali linee guida sono state portate la scorsa settimana sul tavolo di confronto al quale partecipano tutti i gestori del servizio raccolta rifiuti urbani, alcuni dei quali si sono resi disponibili a offrire questo servizio ai cittadini".

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