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Il Centro Regionale Amianto resta al San Polo

Tavolo a Monfalcone tra medici, regione ed esposti. Picco previsto nel 2025

Il Centro Regionale Amianto resta al San Polo

Il picco per le morti d’amianto sarà nel 2025, mentre nel solo anno 2018 sono ben 32.700 le tonnellate smaltite. Nella sola Monfalcone, oltre trecento le coperture create in cemento amianto ancora da sostituire. Questi i principali dati forniti dal Tavolo Amianto, ospitato nella sala del consiglio comunale monfalconese. Ma tra gli annunci principali, quello dell’assessore Riccardi. Il Crua, centro regionale unico per l’amianto, resterà a Monfalcone.

In tutto il territorio regionale del Friuli Venezia Giulia abitano circa 1milione 218mila persone. In una situazione definita ‘normale’ i decessi causati da amianto dovrebbero essere in tutta la popolazione due all’anno. All’interno della Provincia di Gorizia, che attualmente conta 140.356 abitanti, dovrebbero essere due i casi ogni sette anni mentre in una Monfalcone, che attualmente può vedere iscritti all’anagrafe 27.991 abitanti, i due decessi dovrebbero verificarsi ogni 36 anni. Ciò, però, non avviene. Si tratta, infatti, di ben 27 casi nel solo 2018.

Rimane, in ogni caso, il fatto che l’Azienda per l’Assistenza Sanitaria 2, comprendente, fino alla prossima riforma sanitaria, anche i nosocomi di Monfalcone e di Gorizia, abbia il numero di pazienti per mesotelioma o da malattie correlate all’amianto più alto rispetto alle altre. Ragion per cui lo stesso assessore regionale alla sanità, Riccardo Riccardi, ha annunciato di non voler spostare dalla Città dei Cantieri il Crua. “Non è in discussione che la struttura del Crua resti a Monfalcone” ha sottolineato lo stesso Riccardi. “I dati confermano come ad oggi 2/3 della popolazione colpita dalla tragedia dell’amianto ha sede in questo territorio, quindi non c’è ragione di modificare un’esperienza che per il suo carattere invasivo si presenta in modo più significativo qui. Il cervello di questa operazione non si sposta da qui. È un impegno fondamentale che proseguiremo anche assieme alla direzione regionale dell’ambiente. Abbiamo il dovere di indagare questo fenomeno e dare più sostegno possibile”.

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