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Il Fvg sostiene la prevenzione andrologica tra i giovani

Rilanciare la diagnosi precoce tra i ragazzi, che negli ultimi decenni si è molto ridotta

Il Fvg sostiene la prevenzione andrologica tra i giovani

Sostenere la cultura della sessualità consapevole nei giovani maschi e rilanciare la diagnosi precoce in ambito andrologico che negli ultimi decenni si è molto ridotta, comportando un aumento di malattie non diagnosticate che rimangono tali fino all'età adulta. È l'orientamento che l'assessore regionale Sebastiano Callari ha illustrato intervenendo oggi al congresso della sezione Triveneta della Società italiana di andrologia (Sia) in svolgimento da ieri all'ospedale di San Daniele del Friuli.

Nel corso del convegno i direttori di tutti i reparti di Urologia della regione hanno firmato e consegnato al rappresentante della Giunta Fedriga un documento con la richiesta di istituzione di una visita andrologica preventiva gratuita al compimento dei 18 anni da eseguirsi in collaborazione con la Sia presso i vari servizi di urologia ed andrologia del Friuli Venezia Giulia mediante una "esenzione ticket una tantum". Secondo i proponenti l'iniziativa è di fatto a costo zero e le visite verrebbero prenotate normalmente tramite il servizio Cup.

"È un piacere essere qui fra tanti amici e colleghi - ha affermato Callari, assessore alla Funzione pubblica ma urologo per professione - e sarà mia cura sostenere questa importante iniziativa che certamente troverà il favore del governatore Fedriga e del vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardi, dei quali porto il saluto: è un'iniziativa in linea con la nostra visione politica che tende a ristabilire valori etici e sociali nel rispetto di tutte le componenti della nostra comunità".

Motivando la richiesta, gli urologi hanno confermato che in Italia la diagnosi precoce si è molto ridotta anche a causa della scomparsa della visita di leva che ha eliminato l'unica forma di screening su vasta scala delle maggiori patologie andrologiche della popolazione giovanile.

I dati, riferiscono gli urologi nel documento, rilevano che tra i giovani maschi italiani, meno del 5% si sottopone a una visita prima dei venti anni. Diversamente, le ragazze della stessa età eseguono controlli ginecologici con adesione anche dieci volte superiore: si tratta quindi, osservano gli specialisti, di una discriminazione di genere sulla prevenzione.

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