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Dirty Dancing trascina il Giovanni da Udine

Vanessa Innocenti, nel ruolo di Baby, ha infiammato il pubblico friulano, coinvolgendolo grazie all’energia di una storia e di un’epoca senza tempo

Dirty Dancing trascina il Giovanni da Udine

Dirty Dancing – the Classical Story on Stage accende il Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Uno spettacolo emozionante, un sapiente condensato di energia, declinato in un susseguirsi di momenti di spettacolo che ci portano dentro la storia dell’adolescente Francis Houseman – per tutti Baby- che è in vacanza con la famiglia nel rinomato resort dei Kellermann.

Una vita lenta e annoiata quella del resort: Baby non si diverte tra foxtroat di gruppo e giochi elementari. Lei cerca qualcosa in più e lo trova infiltrandosi negli alloggi del personale dove è in corso una festa scatenata di balli “proibiti”. Baby è un’adolescente in piena metamorfosi: con il suo entusiasmo vorrebbe cambiare il mondo e aiutare il prossimo, seguendo il modello che il padre ha trasferito alla sua figlia preferita e il valore che la madre ha condito con sapiente amore.

Johnny è il mitico maestro di danza capo del villaggio: desiderato da tutte, ma, allo stesso tempo, annoiato da tutte, avrà occhi solo per Baby alla quale trasmetterà l’amore per il movimento e per la danza. Uno spettacolo indimenticabile quello di Dirty Dancing dove la bravura di tutti, ma in particolare della protagonista Baby, interpretata da Vanessa Innocenti, sta proprio nel fingere del “non saper fare”, uno degli aspetti più complessi del professionismo. E poi la fisicità statuaria di Johnny, nella realtà Gianluca Briganti, arricchisce la perfezione della sua danza, in un crescendo di coinvolgimento scenico.

I brani indimenticabili, cantati dal vivo, trasmettono una vitalità coinvolgente che fa rivivere al pubblico tutta l’energia e la magia di una storia e di un’epoca senza tempo. È uno spettacolo in cui il coinvolgimento del pubblico è totale, tanto che a un certo punto, la platea del teatro è la stessa del gran gala della prima esibizione di Baby, quella in cui si mette in gioco, pur non sapendo tutti i passi e dimenticando la mitica presa tanto insegnata dal suo maestro in acqua, “perché lì è il miglior modo per imparare”.

Una scenografia allargata, dunque, dove lo spettacolo deve essere colto a 360 gradi in tutte le sue sfaccettature, nel cambiamento dei paesaggi e degli umori dei protagonisti. Dai momenti esplosivi e intensi, a quelli ripetitivi della vita del villaggio. Nei contrasti di amori vissuti e falliti, nelle incomprensioni familiari, nelle delusioni di errori di vita, ma anche, al contrario, della gioia di vivere e della riscoperta di nuove prospettive. Tante le tematiche che Johnny e Baby, indirettamente, ci portano ad affrontare nel racconto del loro amore. Inseguendo la passione, motore del mondo!

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