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Nel Friuli Occidentale arrivano i Teatri dell'anima

Dall'8 dicembre al 4 gennaio, otto appuntamenti nelle chiese, compresa la prima esibizione di sempre all'interno del Museo Diocesano

Nel Friuli Occidentale arrivano i Teatri dell\u0027anima

Opere teatrali ispirate al sacro e alla spiritualità nelle chiese del Friuli occidentale della Diocesi di Concordia-Pordenone: con otto spettacoli durante il periodo natalizio al via l’edizione 2018-2019 de “I Teatri dell’anima”, festival nato per riflettere sul mondo che è stato, che sta cambiando e che sarà, analizzando etica, storia e religione.

Al via l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, con il primo spettacolo nella splendida chiesa di San Leonardo di Provesano (Comune di San Giorgio della Richinvelda) affrescata dal maestro rinascimentale Gianfrancesco da Tolmezzo e secondo spettacolo già il giorno successivo nel Duomo del Santissimo Corpo di Cristo di Valvasone. A seguire tappe a Pordenone, con uno spettacolo portato in scena dai richiedenti asilo e rifugiati del progetto Sprar di Reggio Emilia nonché un omaggio musicale alla figura del beato e missionario in Oriente Odorico da Pordenone, che fu missionario in Cina pochi anni dopo la visita di Marco Polo, nonché nella millenaria Abbazia di Santa Maria in Sylvis a Sesto al Reghena. I Teatri dell’Anima si concluderà poi il 4 gennaio con uno spettacolo dedicato al Caravaggio al Museo Diocesano Arte Sacra di Concordia-Pordenone, partner dell’iniziativa, le cui sale per la prima volta in assoluto si apriranno al teatro.

Il tutto in maniera gratuita, grazie all’organizzazione di EtaBeta Teatro in collaborazione con I Teatri Del Sacro, Scuola Sperimentale dell’Attore, Museo Diocesano d’Arte Sacra, Associazione Teatrale Friulana, Uilt FVG e con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone nonché la collaborazione delle varie Parrocchie e Comuni toccati dal festival.

“Anche quest’anno - ha spiegato il direttore artistico del festival Andrea Chiappori - vogliamo proporre momenti d’incontro tra teatro, spiritualità e luoghi sacri, dando un nuovo respiro comune tra religioni, storia e drammaturgia. Il teatro è confronto civile tra temi anche molto importanti, come lo sono sempre stati i luoghi sacri, che sacri non sono solo per la presenza di un divino, ma perché spesso custodiscono parti della storia dell’uomo e delle sue inquietudini come dei suoi grandi momenti di stupore. E la testimonianza di questo è insita nei luoghi e nelle opere che pulsano di storia, di umano, di bellezza, di talento e di perfezione. Questa è la meraviglia dei luoghi che esprimono un mistero attraverso l’opera dell’uomo, l’arte e l’architettura che solo la fede riesce a rendere così alte. Muoversi tra chiese, abbazie, antichi organi, affreschi è nutrimento dell’anima, a qualunque fede sia votata. La fedi si incontrano davanti alle immagini di Dio sulla terra, siano esse meraviglie della natura o dell’uomo. In questa cornice abbiamo inserito spettacoli che portino testimonianza della fede parlando dei personaggi che si raccontano o che rappresentano e che fanno vivere. La fede è forse qualcosa di irrinunciabile”.

“Luoghi che parleranno alle persone anche grazie al teatro - ha concluso Chiappori - come abbiamo potuto felicemente constatare nell’anteprima, sorta di spettacolo numero zero del festival, lo scorso settembre alle grotte di Pradis a Clauzetto, dove abbiamo portato in scena il Magnificat della poetessa milanese Alda Merini nell’allestimento della compagnia Teatro de Gli Incamminati – deSidera Teatro con Arianna Scommegna e Giulia Bertasi alla fisarmonica. Un’opera molto apprezzata dal pubblico che constestualmente ha potuto pure visitare le grotte”.

PRIMO WEEKEND. Come detto il via sabato 8 dicembre nella Chiesa di Provesano (San Giorgio della Richinvelda) alle 20.45 con “Prego” di e con Giovanna Mori. Ingresso gratuito. Prima dello spettacolo benvenuto in musica con l’arpa di Giulia Fedrigo.

Un’intensa prova d’attrice che ha vinto la IV edizione del Premio Federgat i Teatri del Sacro. L’inusuale incontro tra un donna e una gallina scappata al macello porta a un viaggio all’interno del mistero. “Ricordati che in tempo di guerra una gallina serve sempre” dice il volatile. La donna allora ricorda che pure sua nonna glielo diceva sempre. E poi la gallina ha detto quello che lei non osava dirsi. Ha detto che siamo in guerra.  E la donna e la gallina si mettono a parlare. Escono. Camminano insieme. Incontrano. Incontrano vita e morte apocalisse e miracoli. Pregano anche. Come possono pregare una gallina e una donna insieme in una rosticceria. E quando la donna chiede alla gallina: Tu che di sicuro sai chi è nato prima tra l’uovo e la gallina e che quindi conosci il mistero, dimmelo per favore, ne ho bisogno. E la gallina dice: "Zitta e ascolta".

Già il giorno successivo secondo appuntamento. Domenica 9 dicembre nel Duomo di Valvasone Arzene alle 17 in scena “Il desiderio segreto dei fossili” della compagnia Maniaci d’Amore, altra piece premiata al festival I Teatri del Sacro. Prima dello spettacolo benvenuto in musica con l’arpa di Emanuela Bursuc. Alle 15 I Teatri dell’Anima vi aspetta per offrirvi una visita guidata al Castello di Valvasone, insieme all’associazione A Spasso per il Borgo, gratuita fino a esaurimento posti. Prenotazioni al 333 6785485 oppure 0434 898898.

Gli spettatori saranno portati nel borgo di Petronia, dove nulla accade: gli abitanti sono sempre 73, nessuno nasce e nessuno muore. Finché un giorno arriva un nuovo abitante, che cambierà la vita delle sorelle Pania e Amita. Ma l’intero equilibrio del paese si inclina. Le cose iniziano ad accadere. Pania partorisce, Amita si innamora. Gli altri abitanti di Petronia scoprono le passioni, la vendetta, la colpa, i desideri, la gioia. La vita erompe. Ed è tutta colpa dello straniero venuto dal mare. “Il desiderio segreto dei fossili” è una distopia comica, un sortilegio teatrale, una piccola crudeltà offerta con tutto il cuore, dai territori ristagnanti del desiderio soffocato, del Sud, del nostro paese, della vita oggi, qui, per sempre.

GLI ALTRI SPETTACOLI. Si proseguirà poi il 12 dicembre nella Chiesa del Cristo a Pordenone alle 20.45 con “Questo è il mio nome” (compagnia Teatro dell’Orsa, con i richiedenti asilo e rifugiati del progetto Sprar di Reggio Emilia); il 16 dicembre nella Chiesa di Villanova di Pordenone alle 17 con “Sulle corde del viaggio” concerto d’arpe ispirato a Odorico da Pordenone, beato pordenonese che fu missionario in Cina pochi anni dopo la visita di Marco Polo (Les Fils Rouges); il 27 dicembre alle 20.45 nella sala dell’ex asilo di Lestans, “Une di une gnot”, produzione dall’Associazione Teatrale in una serata speciale dedicata alla marilenghe; il 30 dicembre di nuovo nel Duomo di Valvasone alle 17 “Leila della tempesta” (Casavuota): il 3 gennaio nella  Abbazia di Sesto al Reghena alle 20.45 “Un cristiano” (Casavuota - Alessandro Berti). Infine il 4 gennaio al Museo diocesano Arte Sacra Pordenone alle 20.45 “Per grazia ricevuta” di Teatri35 - Napoli dedicato al Caravaggio.

EVENTI COLLATERALI. In più previsto anche un interessante programma collaterale. Dopo gli spettacoli attimi di confronto con gli spettatori e in quello del 30 dicembre a Valvasone sarà presente don Pierluigi Di Piazza, anima del centro di accoglienza Balducci di Zugliano. Il 17 dicembre alle 20.45 nella Sala della Società Filologica Friulana a Udine ci si scambierà gli Auguri di Natale con anche una tavola rotonda con gli operatori del teatro friulano su “Sacro e interreligioso: opere, produzioni ed esperienze teatrali in Friuli Venezia Giulia”.

Il 30 dicembre al caffè Municipio a Pordenone alle 11 “Clown in chiesa, un nuovo linguaggio per la fede”: incontro con Gisela Matthiae, pastore clown proveniente da Gelnhausen (Germania). Il 4 gennaio 2019 in luogo e orario da definire Incontro con Francesco Giraldo, Teatri del Sacro - ACEC.

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