Qui si vive bene, lo dicono tutti. Nel triangolo tra via Martignacco e via della Faula, con il vertice incuneato tra Villaggio del Sole e San Domenico e un lato appoggiato al centro di Udine, non manca nulla. Ci sono il supermercato (anzi, ce ne sono tre nel raggio di 100 metri), il tabaccaio, la farmacia, il veterinario, l’edicola. Poi ci sono tutte le scuole, dalla materna al liceo, e per raggiungere l’ospedale si impiegano pochi minuti a piedi.
Eppure, qualcosa manca, a partire da un nome e, quindi, dall’identità. “Non c’è più - dice Ersilia Fierro, la cui famiglia gestisce un bar pasticceria da 28 anni - il senso della comunità. O, almeno, è più flebile rispetto a un tempo. Il fatto è che tanti residenti storici se ne sono andati, magari fuori Udine. Dall’altra parte, sono arrivati tanti stranieri. Non che questo sia un problema, ma le relazioni si indeboliscono e l’indifferenza aumenta. Le questioni materiali? Sicuramente il traffico. Chi utilizza via Leonardo corre e molti passaggi pedonali risultano pericolosi, tanto che in alcuni casi è più sicuro passare col rosso che col verde. In via Martignacco, poi, la costruzione della nuova rotonda sotto il cavalcavia ha rallentato il flusso. Infatti, ora si creano code che talvolta arrivano fino alla ex scuola San Domenico. Infine, molti usano il quartiere come parcheggio scambiatore”.
Già, perché qui siamo a un tiro di schioppo dal centro e non ci sono strisce blu. “Per fortuna - continua Fierro - molti si fermano e fanno la spesa nei supermercati della zona. Così, almeno, il commercio resta vivo”. E un residente ci dice che i ‘foresti’ non lasciano solo l’auto, ma anche la spazzatura che riempie i cassonetti del quartiere.
“Ciò che ci è stato tolto - continua Anita Comelli - è invece l’autobus numero 9, che porta al Cittàfiera, spostato verso viale Pasolini. Concordo con la signora Fierro sia sul perduto senso di comintà (siamo sempre più isolati l’uno dall’altro), sia sul traffico caotico. Aggiungo, poi, che è imbarazzante per un ciclista fare la seconda metà di viale Leonardo. Se si va in strada, si rischia di essere investiti. Se si va sul marciapiede (che è anche pista ciclabile) di essere sgridati dai pedoni”.
“Il traffico? E’ una disperazione - dicono Anna Orsario e Norina Rodaro, mentre sono intente a mettere a posto l’esterno della chiesa - e sarebbe bene che il Comune prendesse qualche provvedimento, soprattutto in via Martignacco. Per quanto riguarda il clima della comunità, i tanti extracomunitari non sono per nulla un problema. Anzi, per lo più si tratta di persone educate. Ci sono, invece, un po’ di incomprensioni tra le persone colte che abitano nel quartiere, che spesso vogliono comandare, e quelle più umili”.
“E dica al sindaco - sottolinea Agata Gortan - di smettere di fare piste ciclabili, poco utilizzate, e di mettere a posto i marciapiedi. Avevamo già chiesto a Cecotti di sistemarli e poco è stato fatto. Gli anziani qui rischiano di cadere e di farsi male, come è accaduto alla poetessa Novella Cantarutti”.
Ci spostiamo all’edicola, gestita da Maurizio Giacomini. “Per me il traffico non è un problema - afferma l'edicolante -, ma ho vissuto per anni a Milano e lì la situazione sono ben peggiore. Il vero problema c’è all’uscita delle scuole, quando tra genitori che accompagnano i figli in automobile e corriere, le strade sono davvero intasate. C’è qualcuno che si lamenta degli extracomunitari, in particolare delle prostitute che hanno aperto lo ‘studio’ in questa zona. Per quanto mi riguarda, ognuno faccia ciò che crede. Vivi e lascia vivere”.
“Di problemi materiali - conclude Giampaolo Zardi - ne abbiamo pochi. Le dirò di più, siamo dei privilegiati. E i momenti associativi non mancano, a partire dalla Pro loco Borgo Sole. Credo, invece, sia inutile (anzi, dannosa) la pista ciclabile di via Dormisch. Il Comune se ne renderebbe conto con un sopralluogo. Sa che il cordolo non permette ai mezzi a tre assi di raggiungere le case? Pensi cosa potrebbe succedere se una casa si incendiasse: i vigili del fuoco non potrebbero raggiungerla. Sarebbe stato meglio mettere un cordolo di gomma, così come è stato fatto in altre zone di Udine”.
5 marzo 2010, 8.00





































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