Scuola a rischio bocciatura

Legambiente ha presentato il rapporto sulla qualità dell’edilizia e dei servizi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. In Friuli Venezia Giulia, nessuno è promosso a pieni voti.

insegnante -

Tempo di esami. Non per gli studenti, ma per la Scuola italiana. In cattedra è salita Legambiente che ha valutato i Comuni capoluogo di provincia per la qualità degli edifici e dei servizi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.

L’indagine Ecosistema Scuola 2010 analizza tre parametri: la qualità delle strutture in termini di età, i servizi offerti, l’avvio di pratiche eco-sostenibili, le situazioni di rischio. La fotografia che ne risulta, però, è sfuocata. Manca un serio piano di investimenti a livello nazionale, così la forbice tra Nord e Sud continua ad allargarsi.

Il Friuli Venezia Giulia ha punte di eccellenza, ma investe in manutenzione un terzo di quanto fanno le virtuose Emilia Romagna e Toscana, oltre il 40 per cento degli edifici scolastici della regione ha dai 30 ai 70 anni, il 20 per cento avrebbe bisogno di manutenzione urgente, il 25 per cento non ha impianti elettrici a norma, il 44 per cento si trova a meno di un chilometro da un antenna per i cellulari, il 54 per cento delle strutture non ha spazi dedicati alle attività sportive.

A risollevare le sorti sono le mense. Il 48 per cento delle scuole distribuisce pasti intermante biologi, il restante almeno parzialmente bio. Se mancano le palestre, quasi ogni scuola - ben il 97 per cento - ha a disposizione aree verdi. E si sa quanto faccia bene l’aria fresca.

Il resto dell'inchiesta lo potete leggere nel numero in edicola

Maria Ludovica Schinko

Per consultare il rapporto completo di Legambiente, clicca qui.

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 12 marzo 2010, 7.00

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