10.03.2010 15:37

Moda e cinema

Quinto appuntamento, dopodomani, venerdì 12 marzo, sempre alle ore 17.30, all’Auditorium del Salone degli Incanti a Trieste

atelier -

Quinto appuntamento venerdì 12 marzo, sempre alle ore 17.30, all'Auditorium del Salone degli Incanti, con un nuovo filmato del ciclo “Venerdì alla moda”, la rassegna di proiezioni organizzata dal Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Centro di ricerche cinematografiche La Cappella Underground, che accompagna ogni venerdì (fino al 16 aprile) la mostra “Mila e la notte. Abiti da sera di Mila Schön 1966-1993” dedicata alla grande stilista dalmata.

Sarà presentato stavolta il recentissimo documentario “L’abito di domani. Storia della moda nel tempo” (Italia 2009, b/n-col., 110') di Giovanna Gagliardo, prodotto dall’Istituto Luce. Il film racconta per immagini le mode che cambiano, il costume che muta, la storia che rivoluziona i nostri modi di vivere, di pensare e di vestire. Si ripercorrono così i cent’anni di cambiamenti della moda francese e italiana, femminile e maschile, con storie di grandi stilisti e delle loro più famose invenzioni, evidenziandone rivalità e competizioni, lusso e povertà, moda elitaria e moda popolare. Sullo sfondo musiche, danze, canzoni, arti figurative e spezzoni di film si definiscono quale filo conduttore di un percorso visivo che ci cambierà e ci cambierà dalla testa ai piedi, in una corsa senza fine verso il sogno legittimo di vestire “l’abito di domani”.

Ricchissimo e stupefacente, il documentario sembra una fiction per la forza della struttura narrativa e il ritmo serrato del montaggio. Il film racconta la storia appassionante della moda nel nostro paese attraverso le immagini preziose dell’Istituto Luce. Una perfetta amalgama di attualità d’epoca e musica, danza, testimonianze e soprattutto cinema. Moltissimo cinema, da quello di Cinecittà anteguerra a quello, straordinario, che accompagna la rinascita del paese, sino ai nostri giorni. Firenze al centro, con i protagonisti della sfida al potere prima indiscusso di Parigi e con gli ispiratori di quello che sarebbe diventato il mito del “made in Italy”, nel vestire ma anche nel gusto e nell’arte di vivere. La moda non come storia minore ma come dispositivo privilegiato per conoscere e comprendere i cambiamenti e le rivoluzioni nel costume, nella mentalità e nella percezione del mondo.

“L’abito di domani. Storia della moda nel tempo” è diretto da Giovanna Gagliardo, una delle “maestre” del cinema italiano, una delle autrici che hanno esplorato con più sensibilità la psiche femminile e il ruolo della donna nella società, con film come “Maternale” (1977), “Via degli specchi” (1983), “Caldo soffocante” (1991) e il documentario “Bellissime” (2006).

Così commenta il film la stessa Giovanna Gagliardo: “L’aspirazione all’eleganza e il contesto sociale nel quale si muovono i nostri sogni e i nostri desideri, sono stati i costanti punti di riferimento sia per la ricerca dei materiali di repertorio che nell’individuazione dei grandi personaggi che hanno saputo interpretare i cambiamenti della storia. Guerre mondiali, crisi economiche, autarchie, rivoluzioni sessuali ecc. Per ognuna di queste tappe c’è un protagonista: un sarto, un/una stilista, un calzolaio, un disegnatore, qualcuno che ha intuito in anticipo la forma estetica da dare al futuro prossimo in arrivo. Forse non propriamente una storia della moda, più semplicemente la voglia di raccontare un Novecento in corsa verso il progresso e le strepitose invenzioni di quegli uomini e di quelle donne che hanno avuto il talento di ‘saper vestire’ la più spettacolare delle ambizioni: sentirsi a proprio agio nell’abito che, per definizione, sarà la bandiera del proprio tempo.”

Tutte le proiezioni del ciclo “Venerdì alla moda” sono a ingresso libero fino a esaurimento dei 100 posti disponibili. Nell’occasione l’orario di chiusura della mostra viene prorogato alle ore 21.

Seguiranno: il 19 marzo, “Prêt-à-porter” (1994) del maestro Robert Altman, un caposaldo fra i film incentrati sul mondo dorato delle passerelle; il 26 marzo sarà poi di scena la passione di Coco Chanel sia per la moda che per la vita, nel documentario di Roberto Guerra e Eila ErshonChanel, Chanel” (1986), ricco di scatti unici e disegni provenienti dagli archivi; il 2 aprile largo alla parodia con un film inedito sugli schermi italiani, la scanzonata commedia “Zoolander” (2001), diretta e interpretata da Ben Stiller; in programmazione quindi il 9 aprile uno dei più celebri documentari realizzati attorno al panorama delle sfilate, “Unzipped” (1995) del fotografo Douglas Keevecon, con le super top-model Cindy Crawford, Naomi Campbell, Kate Moss, Linda Evangelista; infine, venerdì 16 aprile un programma speciale interamente dedicato a Mila Schön, con il documentario “50mila Schön” (2007) di Antonello Sarno, realizzato in occasione dei cinquant'anni di attività della stilista, e l'intervista inedita realizzata nel 1993 da Gianfranco Rados per Videoest; inoltre, l'episodio “La gelosa” di Mario Bolognini, dal film “Capriccio all'italiana”, per cui la Schön lavorò ai costumi, e il giallo “La dama rossa uccide 7 volte” (1972) di Emilio P. Miraglia, in cui una bellissima Barbara Bouchet veste gli abiti firmati Mila Schön.

Prosegue intanto pure il nutrito ciclo di visite guidate, curate da Luca Bellocchi e Beatrice Malusà, che hanno luogo ogni sabato e domenica, sempre con “partenza” alle ore 17, e il cui prezzo è compreso nel biglietto di ingresso alla mostra (3 Euro).

Visite guidate per gruppi e classi scolastiche, negli orari di apertura della mostra, sono anche prenotabili telefonando al numero 040-675.4480, il lunedì dalle ore 9 alle 13 e il mercoledì dalle 13 alle 17, oppure inviando un fax al numero 040-675.4727 o scrivendo all’indirizzo di posta elettronica serviziodidattico@comune.trieste.it.

La mostra “Mila e la notte. Abiti da sera di Mila Schön 1966-1993” e le iniziative collaterali sono organizzate dal Comune di Trieste–Assessorato alla Cultura con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, FondazioneCRTrieste, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali Trieste, Silos s.p.a. Trieste, Acegas-Aps s.p.a., Lucchini, Friuladria-Crédit Agricole, per una cultura del mare, Trieste Marine Terminal, Greensisam, T.O.Delta s.p.a. Terminal Operator e GSI Logistic.




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