Bronzo europeo per Hennon

La karateka udinese sale sul gradino più basso del podio con la squadra azzurra di kata a Izmir. Bagnoli esce al primo turno nel Grand Slam di Parigi

karate - Marine Hennon (al centro) a Grado
Marine Hennon (al centro) a Grado

L’udinese Marine Hennon ha conquistato la medaglia di bronzo con la squadra azzurra di kata a Izmir, dove si è disputato il 37esimo Campionato d’Europa Cadetti-Juniores di karate. “Speravo nel titolo”, ha detto il maestro Aldegisto Sodero, tecnico della Hennon assieme ad Adrien Pozzo, ma il risultato che ha premiato il terzetto azzurro, completato da Federica Bellazzo del Karate Ponte di Piave e Chiara Masnata del Csks Alcamo, ha scontato le condizioni fisiche non ottimali, sopravvenute proprio il giorno precedente la gara. “Un improvviso e forte stato influenzale ha messo addirittura a rischio la mia presenza sul tatami – ha spiegato Hennon – ma ho stretto i denti perché, in quel caso, l’intera squadra sarebbe stata messa fuori”.

E la formazione azzurra guidata da Roberta Sodero, ritornata alla guida del settore kata proprio in quest’occasione, ha reagito con carattere e orgoglio una prima volta superando il Montenegro, prima di cedere il passo alla Germania, e in una seconda occasione nella sfida valida per il podio europeo di fronte alla Russia. Esecuzione perfetta e russe battuta sia nel kata sia nel bunkai. Hennon, assieme alle compagne, è salita così sul terzo gradino del podio assieme alla Gran Bretagna, alle spalle della Spagna campione europeo e della Germania d’argento. Le azzurre avevano vinto nel 2009 il Campionato del Mediterraneo a Podgorica.

GRAND SLAM DI JUDO. Lorenzo Bagnoli è stato eliminato nel Palais Omnisports de Paris Bercy, dove si è disputato il 36esimo Tournoi de Paris Ile de France, primo dei quattro Grand Slam 2010. È stato l’algerino Amar Benikhlef che ha sconfitto al primo turno di gara nei 90 chili il campione udinese. Partito bene, Bagnoli si è portato in vantaggio, ma poi è stato atterrato dal forte atleta africano. Che Benikhleff fosse un osso duro, Bagnoli lo sapeva bene. E non tanto per l’argento olimpico conquistato a Pechino, ma per essersi allenato con lui prima delle Olimpiadi. “Gli ho imposto un ritmo alto – ha detto Bagnoli – che l’ha messo in difficoltà. È stato sanzionato due volte, ma l’ho sentito molto forte e non sono riuscito a evitare l’attacco di o uchi gari che mi ha messo giù”. Poi Benikhleff è arrivato in semifinale, facendo un grande incontro anche con il giapponese Takashi Ono, numero uno della classifica mondiale e poi vincitore della categoria in finale con l’uzbeko Choriev, ma il regolamento Grand Slam non prevede i ripescaggi e, per Bagnoli, la gara si è conclusa. Assieme alla squadra azzurra, l’udinese sarà a Parigi fino a giovedì 11 per uno stage internazionale.

sport@ilfriuli.it

8 febbraio 2010, 11:16

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