Travolti da una valanga

Fabio Baron e Diego Andreatta sono morti sulle Dolomiti in Trentino Alto Adige. Deceduti anche quattro uomini del soccorso alpino

montagna Fvg neve -

Il soccorso alpino aveva lanciato l'allarme valanghe nella giornata di ieri, ma a nulla sono valse le raccomandazioni degli esperti.

Il bilancio dell'ultimo, in ordine di tempo, incidente della montagna è costato la vita a sei persone, tra cui due friulani, Fabio Baron, 30 anni, abitante nella frazione dei Rizzi a Udine, e Diego Andreatta, 31 anni, nato a Palmanova, ma residente nel capoluogo friulano.

Le due vittime udinesi erano esperti di montagna tanto che erano stati anche in Nepal con la spedizione guidata da Nives Meroi alla conquista di un classico 8 mila. I Carabinieri di Udine hanno rintracciato questa mattina i loro familiari per informali del dramma.

Fabio Baron lavorava all'Edil Friuli, mentre Diego Andreatta collaborava con i genitori nel distributore di benzina di via Gorizia, a Udine.

E' stata la fidanzata di Fabio Baron a lanciare l'allarme, non vedendoli rientrare nel tardo pomeriggio.

Tra i soccorritori ci sono anche due feriti. Erano giunti a quota 2.000 per recuperare i due turisti friulani che si erano avventurati con le racchette da neve ai piedi e che erano stati travolti da un'altra slavina. I friulani sono stati, invece, trovati morti stamattina.

La squadra del Soccorso alpino di Trento, composta da sette persone tra guide e istruttori, era partita per la bonifica dell'area. Era giunta al rifugio Forcella, da dove era scesa, facendosi luce con le lampade frontali, verso la zona dove risultavano dispersi i due.

Erano le 18 e proprio in quel punto era scesa la valanga. Ma un nuovo grande costone di neve li ha travolti. Uno solo di loro è riuscito a liberarsi e a dare l'allarme.

Diego Peratoner, Ervin Riz, Alessandro Dantone e Luca Prinot, sono i quattro tecnici del Soccorso alpino trentino della stazione dell’Alta Valle di Fassa che sabato sono rimaste vittime di una grossa valanga che si è staccata dall’alto in Val Lasties mentre erano impegnati nella ricerca di due dispersi.

Marta Rizzi

27 dicembre 2009, 13.14

luca zanutto
30.12.2009, 20:59
provo grande vergognia per una società che non rispetta più neanche il dolore di chi ormai aspetta un figlio che non tornerà più. ancor di più disprezzo per questi nostri pseudo politici che fanno della demagogia l'unico mezzo di espressione, sputando sentenze su persone e fatti che non conoscono minimamente, se il loro scopo è quello di rinchiuderci all'interno di un recinto e controllarci come le pecore, la strada è quella giusta. per fortuna la gente di montagnia è ancora piena di principi tangibili e solidi. la mia ammirazione va ai 4 ragazzi del soccorso che anno dato la vita per portare aiuto a 2 ALPINISTI di primordine quali erano Fabio e Diego, questi 6 ragazzi uniti per l'amore verso la montagnia meritano rispetto e silenzio, cose che ormai risultano merce rara.
Rinaldo Menegazzi
31.12.2009, 18:11
 
Re:
Io vado in montagna e scio da quarant'anni, dunque credo di poter dire la mia. Anch'io penso che vada rispettato il dolore delle famiglie dei poveri Fabio e Diego. Però penso anche che se questi due "alpinisti di primordine", come scrivi, fossero stati un poco più prudenti, sei persone sarebbero ancora vive. E' chiaro che l'imprevisto è sempre in agguato, ed è altrettanto ovvio che nessuno può "rinchiudere" nessuno. Ma qualche previsione assennata, in montagna, la si può e la si deve fare, o no? Se tu decidi di salire l'Everest da solo, e rimani sotto una slavina, non coinvolgi nessuno: se ti va bene sei un drago, se ci lascl pelle sei sato imprudente e/o sfortunato. Ma se programmi un'uscita in una zona dove opera il soccorso alpino, e le condizioni della neve sono palesemente ad alto od altissimo rischio, come è notoriamente in questi giorni, cambia la musica: se ti succede qualcosa costringi altri a rischiare inevitabilmente la vita per te. E non credo affatto che dire questo significhi mancare di rispetto a qualcuno, nè che sia indice di maggior considerazione per alcune vittime a discapito di altre.
Redazione
28.12.2009, 00:14
Precisazione
Gent.ma lettrice, ilfriuli.it è un portale "locale" che, come dice il nome stesso, riporta fatti, eventi e cronache regionali. Ecco perché nella cronaca di quanto accaduto in Trentino Alto Adige è stato dolorosamente dato "maggior risalto" alle due vittime friulane. Crediamo fermamente che non ci siano vittime più importanti di altre in questa circostanza. Grazie.
milena castlunger
27.12.2009, 21:27
...
condivido il lutto delle famiglie dei ragazzi friuliani morti. non condivido il fatto che avete dedicato 3 misere righe nel ricordare questi eroi.che volontariamente,con una mano sul cuore escono dalle loro case,lasciano le loro famiglie e vanno a soccorrere persone. gli esperti di montagna sanno essere pazienti,se le previsioni non sono buone rimangono in casa.grazie
mariatomma
31.12.2009, 09:26
 
Re:...
condivido pienamente. Porto ancora nel cuore il dolore della rinuncia a tante ascese, ma di fronte alla montagna avversa bisogna arrendersi, il più forte è lei.


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