TERZOTEMPO - La tutela del progetto Udinese PDF Print E-mail
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Written by Monica Valendino   
Thursday, 12 November 2009 04:00
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(Di Stefano Marchesi, per la rubrica settimanale TERZOTEMPO) Il botta e risposta tra Paron Pozzo e mister Marino riguardo la “cultura del lavoro e della disciplina” ha evidenziato, se ce ne fosse ancora bisogno, che ci si trova di fronte a due uomini di forte carisma e personalità.
Tralasciando per un attimo il piano meramente tecnico e sportivo, vale la pena analizzare questa vicenda sotto il profilo della comunicazione. Un aspetto che nell’ambiente calcistico è fin troppo sottovalutato. E, come vedremo, implica dei risvolti ambientali e strategici non del tutto trascurabili.



Pozzo, navigato uomo di calcio, ha manifestato senza troppi giri di parole - come sua consuetudine - il proprio malcontento dopo una sconfitta, forse calcando un po’ la mano, ma in buona fede e con l’intento propositivo di stuzzicare l’orgoglio di allenatore e squadra. Marino, dal canto suo, ha replicato con fermezza, da buon condottiero, difendendo i suoi uomini e i suoi metodi di lavoro.

Nulla di nuovo, nel calcio il botta e risposta a mezzo stampa è una prassi consolidata. Diciamo pure una cattiva abitudine, perlomeno dal punto di vista comunicativo. E’ sempre preferibile evitarlo, soprattutto se ci si trova sulla stessa barca. Una soluzione meno istintiva avrebbe forse suggerito un confronto a quattr’occhi, a bocce ferme, tra proprietà e tecnico. Per esperienza personale sono convinto che sia sempre consigliabile adoperarsi affinché i “panni sporchi” si lavino in casa. Per questioni legate all’immagine, all’unione di intenti e alla compattezza che vengono percepite all’esterno.

Questo perché l’ambiente friulano è molto sensibile alle dichiarazioni e agli umori dei suoi protagonisti: un’analisi attenta e approfondita rivela che, spesso e volentieri, le frequenti lamentele della tifoseria e lo spiccato spirito critico della stampa locale trovano un’implicita giustificazione nelle esternazioni del Paron. Come dire, se Pozzo critica la squadra o il tecnico, perché tifosi e giornalisti dovrebbero astenersi dal farlo?

Proprio perché è un navigato uomo di calcio, come si diceva all’inizio, Pozzo è considerato a ragion veduta un punto di riferimento per competenza, lungimiranza e capacità imprenditoriali. Accade così che alcune esternazioni dell’azionista di riferimento diventino, suo malgrado, terreno fertile per chi intende criticare - magari anche in maniera gratuita e pretestuosa - l’operato della Società, le scelte del tecnico, le prestazioni dei calciatori.

Volente o nolente, il Paron - come lui stesso ha ammesso nei giorni scorsi - è il primo artefice delle sorti (sportive e non) della squadra bianconera. Dunque, a lui fa capo anche l’onerosa responsabilità di tutelare quel patrimonio tecnico, imprenditoriale e affettivo che è il progetto Udinese. Non solo tramite i programmi societari e le strategie di mercato, ma anche attraverso un’efficace pianificazione della sua comunicazione personale. Nella forma, nei tempi e nei contenuti.


STEFANO MARCHESI è stato responsabile della comunicazione per molti anni tra Hellas Verona e Udinese. Attualmente si occupa di consulenza d'immagine e comunicazione  integrata, oltre a fare l'opinionista sportivo per l'emettente locale veronese Telenuovo

 

Last Updated on Sunday, 22 November 2009 07:52
 
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