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Amianto: il Comune di Monfalcone e Fincantieri mettono la parola 'fine'. Risarcimento di 145 mila euro

Il sindaco Altran: "Abbiamo voluto cercare strade concrete per poter dare alla città un segnale tangibile nella direzione di dare risposte a chi è ammalato o potrebbe ammalarsi"

Amianto: il Comune di Monfalcone e Fincantieri mettono la parola \u0027fine\u0027. Risarcimento di 145 mila euro

Il Comune di Monfalcone (Gorizia) ha deciso di sottoscrivere l'accordo di transazione con la Fincantieri nell'ambito dei processi sulle morti per esposizione all'amianto negli stabilimenti dell'allora Italcantieri di Panzano. L'amministrazione, parte civile sia nel primo sia nel secondo processo al Tribunale di Gorizia, otterrà un risarcimento di 145 mila euro, che saranno utilizzati principalmente per campagne di sensibilizzazione per promuovere la ricerca sulle malattie asbesto-correlate.

 

La necessità di dare una speranza alle famiglie e una possibilità di cura più efficace ai malati colpiti dalle malattie asbestocorrelate è alla base della decisione presa dal Comune di Monfalcone di sottoscrivere l'accordo di transazione con la Fincantieri Spa.

«Era necessario mettere la parola ''fine'' a una vicenda processuale per rendere immediatamente disponibili le somme riconosciuteci dalla sentenza 373/06 del 2013, che rischiavano di restare inutilizzate a causa di possibili ricorsi – spiega il sindaco Silvia Altran -.Abbiamo poi considerato che la costituzione di parte civile del Comune è sempre stata orientata allo scopo di mettere in evidenza la ''ferita'' patita dalla città e dai suoi abitanti, quale danno collettivo che ha colpito generazioni di lavoratori e loro familiari: non aveva quindi l'obiettivo di ''monetizzare'', quanto quello di avere un riconoscimento morale. Abbiamo preso atto anche che i tempi processuali possono portare anche a una prescrizione dei reati, con conseguenti ripercussioni anche sul risarcimento». Questo accordo, contro il quale Fincantieri si impegna a non presentare ricorso, riguarda non solo la sentenza del 2013 ma anche il processo giudiziario ancora in corso, in cui solo il Comune di Monfalcone si è costituito parte civile.


«Ecco perché abbiamo voluto cercare strade concrete per poter dare alla città un segnale tangibile nella direzione di dare risposte a chi è ammalato o potrebbe ammalarsi. Una volta avuta la sentenza che moralmente restituisce giustizia alla città, riteniamo sia anche importante proseguire nel filone della ricerca, e questo ci permette di dare il nostro contributo. Il fondo infatti sarà destinato a progetti di studio sulla diagnosi e cura delle patologie asbestocorrelate, ma anche per progetti di ricerca sui nuovi materiali, vedi la lana di roccia, attualmente utilizzati nei procedimenti produttivi ma di cui si sa ancora poco in materia di conseguenze sulla salute», spiega ancora il sindaco, sottolineando di aver già preso contatti con l'Azienda Sanitaria e l'Università di Trieste, e di stare lavorando in stretto contatto con le associazioni che sul territorio sono attivamente impegnate nella vicenda amianto.


Nessun assist, precisa il sindaco Altran

«Non c'è stato nessun ''assist'' alla difesa di Fincantieri, per il semplice fatto che trovare un accordo di transazione non significa riconoscere che una o l'altra parte abbia ragione». Lo spiega il sindaco di Monfalcone, Silvia Altran, specificando che con la transazione sottoscritta con Fincantieri il Comune non riconosce le ragioni dell'azienda, bensì trova il modo per poter disporre subito di quanto riconosciuto dalla prima sentenza evitando il rischio prescrizione. «Sul piano giudiziale, la nostra decisione sarà del tutto ininfluente e del resto uno dei punti dell’accordo sottoscritto con Fincantieri cita testualmente “Le parti si danno reciprocamente atto che il pagamento avviene a titolo di transazione, senza che ciò possa valere come forma di riconoscimento, neppure implicito, delle reciproche e contrapposte ragioni” – spiega ancora il sindaco - .Quello che a noi interessa è utilizzare al più presto dei fondi per avviare una rete che si occupi della ricerca e della cura sulle malattie correlate all’amianto. Di ciò ho avuto modo di parlare anche con il ministro della sanità Lorenzin, sensibilizzandola sul tema e sulla necessità che si intervenga sulla ricerca» Continua il sindaco: «Auspico che alle famiglie sia data giustizia e il giusto indennizzo, per quanto ci riguarda, era un dovere morale costituirci parte civile nel procedimento, ora dobbiamo intervenire sul sostegno ai programmi di ricerca e cura in favore di coloro che sono stati colpiti o potrebbero esserlo dalla malattia. Purtroppo – sottolinea il sindaco – la ricerca per la cura di queste patologie non è adeguatamente sostenuta sul piano economico è ciò è inaccettabile». «Quando si spegneranno le luci sulla parte giudiziaria, faremo in modo di tenerle ben accese sulla ricerca – conclude il sindaco - .Da Monfalcone deve partire una grande mobilitazione perché in questo campo sia fatto di più».

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