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Bollino blu: ecco i ristoranti a prova di allergie

Sempre più italiani sono intolleranti ad alcuni cibi. Per questo la Siaaic, società di allergologia, asma e immunologia, promuove corsi per gli chef... per evitare effetti indesiderati

Bollino blu: ecco i ristoranti a prova di allergie

Nocciole, crostacei, pesce, ma anche legumi, semi e grano. Senza dimenticare latticini, uova, verdura e frutta fresca. Le allergie alimentari colpiscono oltre due milioni di italiani, il 3,5% della popolazione. A questi si aggiungono altri due milioni di persone che sono intolleranti a uno o più alimenti. Un fenomeno da prendere seriamente in considerazione perché, in molti casi, il cibo non fa semplicemente male, ma può arrivare anche a uccidere. Particolarmente a rischio, sono i più piccoli: 270mila bambini sotto i 5 anni soffrono di intolleranze alimentari e, ogni anno, in Italia si contano 40 morti per anafilassi, la forma più grave di reazione allergica.

Mangiare senza paura
Il problema, ovviamente, si acuisce quando si mangia fuori casa, dove è più difficile controllare esattamente cosa finisce nel nostro piatto. Per questo, la Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) lancia i ‘bollini blu’, che identificheranno i locali dove chi soffre di allergie o intolleranze potrà mangiare senza correre pericoli.


Al via i primi corsi
Sono al via, a Roma, i primi corsi per educare ristoratori e gestori di esercizi alimentari a ridurre al minimo i rischi per i clienti. Dalla capitale, poi, le lezioni si diffonderanno in tutta Italia. “L’esigenza di educare chi lavora nella ristorazione nasce dalla consapevolezza che i pazienti sono in continuo aumento” spiega Giorgio Walter Canonica, presidente Siaaic. “Sono molte le forme di allergia al cibo che si stanno sempre più diffondendo: si stimano circa 5 milioni di allergici o intolleranti al nichel, ma anche circa centomila persone, in continua crescita, che non tollerano uno o più delle migliaia di additivi alimentari che si possono incontrare nei cibi”.
Accanto alle stelle, alle forchette o ai cappelli che testimoniano la bravura ai fornelli, gli chef italiani potranno, dunque, esporre d’ora in poi anche il ‘bollino anti allergie’. “Chi frequenta il corso – spiegano ancora da Siaaic – riceverà un libro realizzato dai nostri allergologi, nel quale si potranno trovare tutte le informazioni più utili. Lo scopo è far sì che i ristoratori non commettano errori e possano consigliare i piatti più adatti a ciascun cliente, per esempio non servendo pietanze che contengono cibi a cui l’avventore non è direttamente intollerante, ma che possono scatenare reazioni a causa di allergie crociate”.

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