Home / Cronaca / Cianela, il custode del Sass de San Belin

Cianela, il custode del Sass de San Belin

FOGLIANO REDIPUGLIA - La missione di Luciano Visintin: tenere pulita la via della Val, diventata negli anni una vera e propria discarica

Cianela, il custode del Sass de San Belin

Oltre 4mila ore di lavoro, spalmate in sei anni di sacrifici e tanto tempo ed energie dedicate a quella che, ormai, è diventata una vera e propria missione di vita. Luciano Visintin, conosciuto nel suo paese di Polazzo, in Comune di Fogliano Redipuglia, come ‘Cianela’, da anni ha preso a cuore la sorte del Sass de San Belin e di tutta la zona circostante. Un’area che, nei decenni, era rimasta incolta e lasciata a se stessa. Ma che, grazie alla tenacia e alla costanza dell’infaticabile ‘custode’ (così infatti si definisce lo stesso Cianela), ora è tornata non solo a uno stato ottimale per essere usufruita da qualsiasi tipo di visitatore, ma anche conosciuta al di fuori del territorio comunale.
Antico altare celtico, per decenni ha ospitato i giochi di generazioni di bambini di Fogliano e di Polazzo, trovandosi prossimo alla via della Val, l’antica strada di congiunzione tra il capoluogo e la frazione, poi dismessa con l’arrivo delle macchine. Strada che, grazie anche a un finanziamento regionale, Cianela è riuscito con l’amministrazione comunale a rimettere a posto e nuovamente fruibile. Ora la missione, come racconta il Custode, è recuperare la stessa Val, area ai piedi del Carso dalle forti potenzialità. “Nel primo dopoguerra era stata utilizzata come poligono di tiro - racconta Visintin - e fino agli Anni ’70 come discarica comunale”. Un passato che non è facile da estirpare, come l’enorme quantità di immondizia che ora, con la costante e progressiva pulizia, è tornata a farsi vedere. Un mare di bottiglie di vetro, ma anche recenti copertoni come un’automobile, ferma da oltre mezzo secolo tra le sterpaglie, che nel frattempo hanno avvolto il materiale, rendendone ancora più difficile il recupero e lo smaltimento.

“L’area è ottima - racconta Cianela - si potrebbe sfruttare come area gioco per i bambini e come sosta per le famiglie, con qualche tavolino”. E lui già punta a richiamare qualche volontario per dargli man forte, specialmente in quel punto piuttosto particolare.
“Nel frattempo, appena avrò finito con il trincerone, mi dedicherò ancora alla zona del Sass, al piccolo anfiteatro che ho costruito vicino e al roseto” conclude Luciano, che nonostante alcune azioni contro i sentieri che ha costruito, a opera di un gruppetto di giovani nostrani, non ha ancora, dopo tutti questi anni, la voglia ed il desiderio di ridare luce al Sass scalfiti. Comunque i progetti continuano e, senza svelare troppo, parla di qualche attività culturale e qualche concerto corale, ospitato proprio ai piedi della magica ara, di quello che ormai è diventato il Trono di Cianela.

0 Commenti

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Business

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori