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Guerra delle antenne: Udine perde al Tar

Il Tribunale ha dato ragione alla Vodafone che si era vista negare dal Comune l'ammodernamento di un impianto.

Guerra delle antenne: Udine perde al Tar

Guerra delle antenne: il Comune di Udine perde anche il secondo ‘round’. E’ stata depositata ieri la sentenza del Tar regionale con la quale il Tribunale ha dato ragione alla Vodafone che aveva fatto ricorso contro palazzo D’Aronco contro il diniego a riconfigurare l’antenna di viale Divisione Garibaldi Osoppo, potenziando il segnale Umts e introducendo della tecnologia Lte (standard utilizzato per la trasmissione di dati a banda larga).

Il Comune si era opposto a tale operazione ritenendo, da una parte, che “la nuova tecnologia, comportando un aumento della potenza, determina un aumento del campo elettromagnetico, incompatibile con la pianificazione comunale, che ha quale proprio presupposto un determinato livello di emissioni”. Dall’altra, per gli uffici comunali “l’intervento di riconfigurazione è incoerente con le localizzazioni del Regolamento comunale, da intendersi come i luoghi in cui è possibile non solamente installare un nuovo impianto, ma anche modificarne uno esistente”.

Motivi, questi, che non hanno convinto i giudici. Per il Tar, infatti, “il Comune può disciplinare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti, tendendo a minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, ma non può vietare l’ammodernamento delle reti esistenti”. Tanto più che, quando ha presentato la Scia per la riconfigurazione, Vodafone ha allegato anche la certificazione dell’Arpa regionale, unico soggetto competente per la verifica del rispetto dei limiti di emissione e dei valori di attenzione, che il nuovo impianto non sfora i ‘paletti’ imposti dalla legge.

Come accennato, si tratta della seconda ‘battaglia’ persa dal Comune di Udine su questo fronte. A inizio anno, il Tar aveva dato ragione all’H3g per un’operazione simile su 5 installazioni in città e annullato ‘no’ di palazzo D’Aronco. Il Comune è stato condannato al rimborso delle spese per 3.000 euro.

1 Commenti
renzoslabar

Pensavo che il comune di Udine l'avesse capita ma leggendo il presente articolo temo di no.
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Antenne di telefonia mobile ed elettrosmog, cellulari e pericoli per la salute. In un'Operazione Effe di Telefriuli ebbi modo di confrontarmi con Lorenzo Croattini, assessore alla Qualità della vita del Comune di Udine, l'ingegner Alessandro Munisso, tecnico di radiofrequenza, Luciano Zorzenone, presidente Cordicom, Mario Canciani, della Clinica pediatrica dell’Azienda ospedaliero universitaria, e io Renzo Riva.
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Risultato finale fu che a Udine l'avevano alla fine capita, pur se con due anni di ritardo e con mie lettere pubblicate sull'argomento dal quotidiano locale.
Più antenne ravvicinate con meno potenza irradiata e campo da non obbligare i telefonini a sviluppare la massima amplificazione per raggiungere la cella agganciata.
Ci fu un particolare dialettico di Zorzenone verso la fine della trasmissione che voleva ribaltare la frittata e la cosa mi servì per non trovarmi impreparato ad un eventuale altro confronto con disonesti intellettuali di tale fattura.
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