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Il lavoro c'è ma non lo vedono

Molte aziende assumono. Anzi, sono alla ricerca disperata di personale, ma faticano a trovarlo. E i migliori candidati diventano prede ambite

Il lavoro c\u0027è ma non lo vedono

Ci sono aziende che assumono. Cercano, spesso senza trovarli, lavoratori. Il mercato del lavoro dà timidi segnali di ripresa. A livello nazionale si è finalmente registrata un’inversione di tendenza con il tasso di disoccupazione sceso all’11,5%. Lungi dallo scadere in toni trionfalistici e ben sapendo che una delle questioni sul tappeto è quella del precariato, emerge che molte aziende della nostra regione hanno bisogno di rafforzare i ranghi. Eppure, molti degli interlocutori concordano sul fatto che trovare le persone giuste o disponibili è tutt’altro che semplice.

Troppe aspettative e poca voglia di imparare e sacrificarsi rendono il reclutamento una via Crucis
Doriana Treppo, responsabile del personale della Glp di Udine, società che opera in campo internazionale nel settore dei brevetti, spiega che le costanti difficoltà nell’assumere, hanno molto a che fare con una visione distorta del mondo del lavoro da parte di molti candidati: “Non è semplice trovare persone disposte a fare sacrifici, a partire da zero e a imparare. Spesso ci contattano neolaureati che hanno molte aspettative. Lavoriamo in un settore di nicchia dove la voglia di imparare è essenziale. E poi capita anche chi, dopo essere stato assunto, molla tutto. Ho spesso l’impressione che molti giovani lascino il lavoro perché comunque alle spalle hanno una famiglia che copre loro le spalle. Si parla spesso di giovani senza lavoro, ma forse sarebbe anche ora di chiedersi perché ciò avviene”.


Altra azienda in crescita, la Dm Elektron di Buja, uscita dal tunnel della crisi e della cassa integrazione al termine di una difficile opera di ristrutturazione. Oggi la l’azienda bujese occupa 110 persone e altre altre 210 in Romania: “Stiamo cercando molte figure - conferma il titolare Dario Melchior -, in particolare progettisti elettronici e meccanici, programmatori e periti elettronici. Facciamo molta fatica a trovarli perché tra mondo del lavoro e sistema scolastico c’è ancora troppa distanza, nonostante la collaborazione sempre più stretta con le scuole e i riscontri incoraggianti provenienti dall’alternanza scuola – lavoro. Abbiamo in corso una collaborazione con il Malignani di Udine e speriamo che dia i suoi frutti. Purtroppo, i migliori universitari, dopo il conseguimento della laurea se ne vanno all’estero e molti di quelli che restano si perdono per strada. Bisogna anche dire che molti di loro hanno poca pazienza di imparare, di mettersi alla prova e quindi se ne vanno danneggiando però il loro curriculum”.


Scendiamo ora a Pordenone, dove opera la Valcucine, azienda specializzata nella realizzazione di cucine di alta gamma che nel giro di 12 mesi ha assunto ben 30 persone. Il suo presidente, Stefano Core, offre una lettura diversa e, diciamo noi, incoraggiante: “Abbiamo stabilimenti anche in Lombardia e devo dire che è più facile trovare lavoratori in quella regione che non in Friuli Venezia Giulia. Siamo alla ricerca di candidati con livelli di specializzazione media e giovani laureati. Da noi è più difficile trovare personale perché le aziende si fanno concorrenza, cercano di accaparrarsi i candidati migliori. Per chi ha la tenacia e competenze giuste, di certo le opportunità di lavoro non mancano”.
Altra azienda che assume, anzi sta per farlo dopo aver preso in affitto il centro logistico ex Coopca ad Amaro, è la Amb di San Daniele, specializzata nella realizzazione di film per il confezionamento di prodotti alimentari.

Poca domanda e tanta offerta e le aziende si fanno concorrenza per assumere i migliori
“Cerchiamo candidati - conferma il responsabile del personale Alessandro Tomba - con varie qualifiche. Si va dalle professionali destinate alle linee di produzione a quelle più elevate per le linee di trasformazione, in genere diplomati, senza dimenticare persone con esperienza nel settore logistico. I problemi non mancano, anche perché in regione manca una filiera della chimica e la scuola è carente. E poi c’è la concorrenza delle altre imprese. Per questo stiamo collaborando sia con gli istituti tecnici sia con quelli professionali e puntiamo molto anche sulla formazione del personale. Attualmente abbiamo 178 dipendenti diretti e una cinquantina interinali. Stiamo valutando i curriculum ricevuti per l’avvio della produzione in Carnia, ben 300, dove assumeremo all’inizio 25 addetti”.

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