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Nasce il Centro Studi Acqua

L'iniziativa voluta da Cafc, unica in Italia, mira a studiare, tutelare e valorizzare le risorse idriche

Nasce il Centro Studi Acqua

Una realtà unica sul territorio nazionale. È il neo costituito Centro Studi Acqua, fortemente voluto da Cafc Spa, al quale aderiscono Friulab srl, le Università degli Studi di Udine e Trieste, l'Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’ e la Consulta di bacino del fiume Ledra.
Il progetto è stato presentato questa mattina nella sede di Udine del Cafc. Ma quali sono le linee guida dell’iniziativa? Si tratta di una rete di gruppi di lavoro, finalizzata alla ricerca, tutela e valorizzazione del bene acqua e dell'ambiente, attraverso lo scambio di conoscenze ed esperienze, la predisposizione congiunta di progetti di eccellenza e la collaborazione per il reperimento dei fondi europei. Ma, soprattutto, il Centro è una realtà multidisciplinare a disposizione del territorio, capace di mettere a fattor comune le competenze (tecniche, scientifiche, mediche e altro ancora) di diverse strutture - università, laboratori, enti di ricerca, gestori del ciclo integrato dell'acqua - evitando le sovrapposizioni, lavorando per le future generazioni.

“Da anni, Cafc collabora con le università presenti sul territorio regionale e gli enti locali - chiarisce l'amministratore unico di Cafc Spa, Eddi Gomboso - dedicandosi alla ricerca scientifica in materia ambientale con diversi progetti. E, proprio per coordinare queste diverse collaborazioni, basate tutte sul principio fondamentale della ricerca, tutela e valorizzazione del bene acqua, è stato deciso di istituire un gruppo di lavoro denominato Centro Studi Acqua, insediato presso Cafc a Udine, che opera sulla base di uno statuto e secondo le linee e le direttive del comitato scientifico”. L’amministratore unico del Consorzio precisa anche altri aspetti: “Mi preme sottolineare che il Centro coinvolge strutture già esistenti, quindi non si creano doppioni, piuttosto si fa sinergia e si mettono a fattor comune più discipline, per esempio l'area ingegneristica con quella medica, l'epidemiologia con la tossicologia. Tant'è che uno dei primi progetti a cui sta lavorando il Centro è relativo ai nuovi inquinanti emergenti non regolamentati, dove convergono l'epidemiologia con la tossicologia per monitorare la qualità dell'acqua”.
Del comitato scientifico, composto da esperti qualificati e di comprovata esperienza, quale fanno parte oltre a Gomboso, anche Massimo Battiston (direttore generale e presidente Friulab srl), Fabio Barbone, Antonino Morassi, Daniele Goi e Matteo Nicolini - docenti all’Università di Udine -, Vittorino Gallo (Università di Trieste), Aldo Daici in qualità di rappresentante della Consulta di bacino del fiume Ledra, Emilio Benfenati e Fabrizio Natolino dell'Irccs-Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’.
“Il Centro - prosegue Gomboso - svolgerà attività di ricerca sui temi ambientali con particolare riguardo alla tutela e valorizzazione della risorsa acqua; attività finalizzate all'applicazione pratica di soluzioni migliorative a vantaggio del territorio e di Cafc spa quali, per esempio, la ricostruzione di modelli idraulici, sia acquedottistici sia fognari, a servizio della distribuzione dell’acqua o lo studio di innovativi processi di eliminazione degli inquinanti, anche attraverso lo sviluppo di impianti prototipo”.
In quest'ottica rientra la volontà di essere aperti ad altre collaborazioni con associazioni, ordini professionali, società scientifiche, enti di ricerca, università per fornire al territorio studi e ricerche volti al miglioramento delle conoscenze nell'ambito del ciclo integrato dell'acqua. Tra i compiti e le linee di attività del Comitato Scientifico rientrano, anche, l'approfondimento delle tematiche qualitative relative alle tossicità presenti e indotte nel ciclo integrato dell’acqua sui vari territori di competenza; l'attivazione di un percorso culturale permanente che rimarchi l’importanza della difesa della qualità dell’acqua come patrimonio imprescindibile per l’essere umano e le sue attività.
L’attività del Centro Studi Acqua, dunque, potrà avere effetti benefici sull’ambiente e sulla salute umana, con un’unità di intenti volta alla valorizzazione e tutela delle risorse idriche. Per finanziare l’attività, è prevista una spesa di 120-150.000 euro circa - “un euro a utente”, evidenzia Gomboso - e, dopo aver aggregato questo gruppo di persone, un domani il Centro potrebbe assumere una formula giuridica propria. I frutti delle sue ricerche saranno fruibili a tutti i soggetti interessati, con i risultati ‘aperti’ anche ad altri gestori.
Infine, nell’ottica di migliorare anche l’aspetto qualitativo della distribuzione idrica grazie agli studi del Centro, Cafc ha fatto il punto anche sulla sua rete, precisando come le perdite siano pari al 30-31 per cento contro una media nazionale più elevata.

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