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Partecipato Meeting Partigiano a Selz di Ronchi, culla della prima brigata partigiana

Il sindaco Vecchiet: "non facciamo spegnere i valori della resistenza"

Partecipato Meeting Partigiano a Selz di Ronchi, culla della prima brigata partigiana

In tanti, privati cittadini ed associazioni, hanno partecipato sabato 9 settembre al Meeting Partigiano di Selz di Ronchi dei Legionari. A 74 anni dall’inizio della ‘Resistenza Italiana e della battaglia partigiana di Gorizia’, così si legge sull’invito, numerose sono state le manifestazioni di solidarietà per ricordare l’afflusso dei lavoratori e degli antifascisti del monfalconese fino al piccolo paese alle pendici del Carso. Lì diedero vita alla prima brigata partigiana d’Italia e parteciparono così alla battaglia di Gorizia (in foto alcuni partigiani raccolgono materiale della Luftwaffe tra Merna e Gorizia).

La fiaccolata, partita da via Monte Cosich, ha raggiunto il cippo di salita Doberdò con un insieme di labari e gonfaloni di tutti i comuni attigui. “L’amministrazione comunale, sempre presente a questa cerimonia, continua a credere alla necessità di ricordare quella data, quel periodo di riscossa del nostro popolo, che dopo venti anni di dominio del regime fascista decise di ribellarsi, di mettere a disposizione la propria vita, per cercare di dare a tutti quanti noi un futuro migliore”. Queste le parole del primo cittadino Livio Vecchiet, presente in prima fila alla manifestazione.

 “Purtroppo i valori della Resistenza anno dopo anno stanno svanendo” ha constatato Vecchiet “la nostra politica romana, la nostra cultura tende a dimenticare e a non ricordare”. “Tutto questo non è assolutamente un bene, anzi, ricompaiono sempre più frequentemente atteggiamenti legati al populismo, alla demagogia, all’intolleranza” ha continuato il sindaco, che ha aggiunto “il tutto sta fomentando l’odio verso le persone che riteniamo che non siano uguali a noi”.

“Dobbiamo tutti noi vigilare e fare in modo di sconfiggere tutto questo, perché stiamo rischiando un involuzione rispetto quanto era stato costruito per noi dagli uomini che hanno lottato per la libertà, la democrazia e l’eguaglianza” sono ancora le parole di Vecchiet, che ha concluso: “Dobbiamo sapere mantenere vivo, il messaggio, l’eredità che la Resistenza ha affidato a noi. Viva l’Italia, viva la Resistenza!”

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