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Riesplode la battaglia per difendere l'acqua pubblica

L'appello dei sindaci e dei Comitati alla Regione, affinché sospenda il disegno di legge sulla gestione delle risorse idriche e faccia valere la sua specialità

Riesplode la battaglia per difendere l\u0027acqua pubblica

Fermare la discussione e l’approvazione della proposta di legge regionale 135 in materia di “Organizzazione delle funzioni relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”, prima che sia troppo tardi.
La richiesta è stata fatta oggi nel corso di una affollata conferenza stampa nel palazzo della Regione a Udine. Questa volta, accanto ai Comitati che da tempo si battono per mantenere pubblica la gestione dell’acqua, forti anche del referendum del 2011, c’erano pure molti sindaci. Perché sono già 38 i primi cittadini che hanno sottoscritto l’appello rivolto a Trieste, nel quale si chiede di rivedere la normativa ora in discussione, sospendendo subito l’iter per la sua approvazione e facendo valere lo Statuto regionale che su tale materia prevede la competenza esclusiva.
“Nonostante il chiaro responso del referendum del 2011 quando gli italiani avevano deciso di mantenere la gestione dell’acqua in mano al pubblico – ha spiegato il sindaco di Mereto di Tomba, Massimo Morettuzzo – la Regione procede a tappe forzate verso l’istituzione del gestore unico, precorrendo addirittura quanto deciso a Roma, dove si procede speditamente verso la privatizzazione dell’acqua. Alla Regione chiediamo invece di imboccare una via alternativa, rivendicando la propria autonomia e adottando soluzioni che tengano conto delle peculiarità del nostro territorio e delle esperienze in corso come in Trentino Alto Adige, dove appunto hanno fatto valere pienamente le loro prerogative”.
Dello stesso tenore le richieste fatte da Marco Iob, del comitato acqua bene comune del Fvg e da Franceschino Barazzutti, a nome dei Comitati per la tutela delle acque montane, convinti che sia possibile seguire una via alternativa e se possibile simile a quella già intrapresa da molti altri Paesi europei che stanno togliendo al privato la gestione dell’acqua.
Nella IV Commissione permanente però è mancata la discussione, stando a quanto detto dal Consigliere del M5S Cristian Sergo, che ha stigmatizzato il divieto di ascoltare in audizione i Comitati, decisione presa dal presidente della commissione stessa e primo firmatario del disegno di legge regionale, il consigliere del Pd Vittorino Boem. “Manca perfino il parere dell’Anci, mentre gli uffici regionali che pure avrebbero dovuto pronunciarsi sui singoli articoli sono stati tenuti in disparte”.
La maggioranza regionale pare decisa a chiudere la partita prima che il Parlamento si pronunci sulla proposta di legge presentata da decine di deputati, compresi alcuni del Pd, che impone di mantenere in mano pubblica la gestione delle risorse idriche, ma la deputata di Sel, Serena Pellegrino, apparsa piuttosto contrariata per la scelta dei consiglieri regionali della sua formazione di sostenere il provvedimento regionale, ha denunciato apertamente una manovra giudicata scandalosa: “Alla Camera dei deputati, Il Pd dopo aver taciuto per mesi ha presentato una serie di emendamenti che semplicemente - ha ricordato Pellegrino - sovvertono completamente lo spirito stesso della proposta, teso a ripubblicizzare la gestione dell’acqua”.
Non è chiaro se a Trieste ascolteranno le richieste di sindaci e territorio, vista anche la manovra in corso a livello nazionale che del referendum del 2011 pare infischiarsene. Se così non fosse, se la maggioranza dovesse andare avanti a spron battuto, dovrà fare i conti con la richiesta di referendum abrogativo, preannunciata da Barazzutti.

1 Commenti
spazioroby

in america latina negli anni '70 sono stati applicate le privatizzazioni con risultati folli di sfruttamento del cittadino, è possibile che la storia non insegni nulla? le autostrade sono ormai poco frequentate per i costi proibitivi delle tariffe, i privati trasformano queste in puro profitto, vogliamo farci fregare l'acqua adesso? se gli amministratori pubblici non ce la fanno.....lascino.

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