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Somplago: ad agosto i lavori nella diga dell’Ambiesta

Per l’asportazione dei sedimenti sarà utilizzato un sistema diverso dal Lumiei per minimizzare gli impatti e per rendere più veloce il ripristino delle condizioni naturali del fiume

Somplago: ad agosto i lavori nella diga dell’Ambiesta

Inizieranno nel prossimo mese di agosto i lavori di  predisposizione del cantiere che servirà per le attività di asportazione,  previste  nei mesi di ottobre e novembre, di una parte dei materiali inerti presenti nella diga dell’Ambiesta, in prossimità dello scarico di fondo e della presa.

Le attività che verranno effettuate recepiscono appieno le osservazioni effettuate dagli Enti e dalle Associazioni  durante gli incontri di presentazione del progetto e quanto richiesto, a tutela del territorio, dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Rispetto al sistema utilizzato nel bacino del Lumiei, nell’Ambiesta verrà utilizzata una tecnica che utilizza pompe aspiranti al fine di abbassare maggiormente gli impatti sull’ambiente e di controllare con ancora maggior precisione le attività in corso.

Sempre a questo scopo, quando le attività saranno effettuate in prossimità dell’opera di presa, la centrale di Somplago rimarrà fuori servizio minimizzando, in questo modo, un possibile coinvolgimento del lago di Cavazzo.

In accordo con l’Ente Tutela Pesca FVG, a salvaguardia delle comunità biologiche, sarà inoltre garantita, per quanto riguarda il T. Ambiesta, la  cattura e  lo spostamento delle comunità ittiche ed astacicole, che saranno nuovamente ricollocate dopo i previsti ripristini.

I lavori, avranno una durata di circa due mesi, dai primi giorni di ottobre fino alla fine di novembre; saranno poi effettuati appositi lavaggi d’alveo con adeguate  portate d’acqua che permetteranno il ripristino totale delle condizioni ecologiche nell’arco di un breve periodo.

In particolare, le operazioni consistono nell’estrazione del materiale  sedimentato in prossimità dello scarico di fondo e della presa: tali attività sono state prescritte dall’Ufficio Tecnico per le Dighe di Venezia del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) già nel 2009 e successivamente, nel 2013, dallo stesso Ministero con l’atto di ricognizione DG/264/2013 dd. 28 ottobre, dove sono state individuate in ordine di priorità, le grandi dighe presenti nel territorio italiano con  rischio di ostruzione degli organi di scarico.
 
Dopo il processo autorizzativo messo in atto con la Regione FVG, che ha previsto oltre a sessioni tecniche anche incontri di condivisione delle attività con gli stakeholder del territorio, la Direzione Centrale Ambiente ed Energia della Regione FVG, con Decreto N° 1402 del18 Luglio 2014, ha autorizzato Edipower alla rimozione selettiva del sedimento nel bacino dell’Ambiesta approvando il corrispondente piano operativo.

Le attività prevedono
la rimozione  puntuale del sedimento attraverso un sistema pompante  che lavorerà a bacino pieno,
il rispetto dei parametri di torbidità prescritti dal Decreto del 18 Luglio,
il posizionamento di numerosi punti di controllo e monitoraggio dei parametri chimico-fisici ed ecologici prima, durante e post operam.

Anche se l’intervento non determinerà effetti sulle biocenosi lacustri, è possibile una variabilità visibile dell’effetto cromatico delle acque paragonabile e riscontrabile nelle piene naturali.

Tutte le attività, saranno comunque controllate e verificate in contraddittorio con gli Enti di controllo, nel rispetto di quanto stabilito dal Decreto autorizzativo.

Le esperienze maturate in diversi anni di attività nella gestione delle dighe  da parte del Gruppo A2A sono una garanzia per il territorio; Edipower assicura dunque , che come si è dimostrato anche dopo lo svaso del Lumiei, in poco tempo l’ambiente fluviale riprenderà  la sua naturalità.

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