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Vaccini: sono 20.350 le vaccinazioni a rischio in Friuli

La task force regionale ha deciso che saranno ripetute tutte le dosi somministrate nei giorni in cui era in servizio l'infermiera al centro dello scandalo scoppiato in Veneto e Friuli: 5.400 i bambini costretti a vaccinarsi di nuovo

Vaccini: sono 20.350 le vaccinazioni a rischio in Friuli

Sono complessivamente 20.350 le vaccinazioni incerte, eseguite quindi dall'infermiera trevigiana Emanuela Petrillo, quando era impiegata nel distretto di Codroipo, tra esavalente (7.500 casi), morbillo, parotite, rosolia, varicella (4.000 casi), meningococco C (2.000 casi), Pneumococco (4.700 casi), TBE (encefalite da zecche) (350 casi) e HPV (papilloma virus) 1.800 casi.

 

Complessivamente i bambini e ragazzi che verranno richiamati nel Medio Friuli sono circa 5.400, a cui vanno aggiunti alcuni altri casi vaccinati dalla stessa assistente in altri Distretti della ex ASS 4 (poche decine per distretto) e gli adulti, per un numero complessivo totale fra 6.000 e 7.000.

Indaga la Procura: presto nuovi controlli
La task force ha riferito l'esito del monitoraggio alla Procura di Udine, che ha aperto un'indagine sulla vicenda. La magistratura disporrà un nuovo piano di controlli, perchè le analisi devono avere il valore di prova legale. I controlli saranno effettuati solo con il consenso dei genitori. A fronte di queste analisi, che saranno effettuate su bambini non ancora rivaccinati, si otterranno le prove legali della eventuale responsabilitá dell'infermiera.


Primo scaglione: 2.400 bambini e ragazzi

Per primi, verranno richiamati i bambini/ragazzi che hanno effettuato l’intero ciclo di vaccinazioni in giorni in cui era effettivamente in servizio l'infermiera indagata - giorni compresi fra il 16 novembre 2009 e il 18 dicembre 2015 -: si tratta complessivamente di 2.400 bambini/ragazzi.   Tutte le famiglie verranno chiamate entro metà maggio e verrà fissato un appuntamento per eseguire le vaccinazioni entro la fine del mese.

Successivamente, verranno richiamati tutti gli altri 3.000, che hanno effettuato solo una parte delle vaccinazioni (per ciascun tipo) nei giorni in cui era in servizio Petrillo, e quindi hanno effettuato una parte delle loro vaccinazioni in giorni in cui l'infermiera non era in servizio.

In tutti i casi cui serve, alla prima dose seguiranno i richiami, come di consueto.  L’intero piano straordinario Vaccinare-Sì sarà completato entro l’anno.


Parola d'ordine: massima precauzione

"La maggior parte di queste vaccinazioni sono andate a buon fine - spiega l'azienda sanitaria -, perché somministrate da un altro vaccinatore (e non escludiamo affatto che anche una parte delle vaccinazioni effettuate da Emanuela Petrillo sia stata realmente somministrata).  Tuttavia, abbiamo deciso di seguire il principio di massima precauzione, e di ripetere tutte le dosi somministrate nei giorni in cui era in servizio Petrillo.

Infatti, non è possibile sapere se il singolo bambino ha fatto tutte le dosi in maniera adeguata, e quindi se la protezione che ha ricevuto si manterrà per tutta la vita (o per tutto il tempo previsto), come ci aspettiamo.     Poiché fare una vaccinazione in più non comporta alcun rischio per il bambino, nel dubbio è preferibile rifarla.

Ricordiamo che dopo le vaccinazioni (come dopo le malattie naturali) l’organismo produce degli anticorpi specifici, che da quel momento in poi proteggono dalla malattia.   Dopo una sola somministrazione del vaccino, gli anticorpi vengono prodotti dall’organismo ma poi tendono nel tempo a scendere (in modi diversi da vaccino a vaccino, come da malattia a malattia).  E’ proprio per questo che si fanno “i richiami”, con frequenze appositamente studiate perché in questo modo la protezione persiste poi per molti anni o per tutta la vita. Nei casi in cui non siamo sicuri che tutte le dosi siano state somministrate, è preferibile (ri)somministrare tutte le dosi dubbie - conclude l'azienda sanitaria -: in questo modo siamo sicuri di dare il massimo di protezione ai nostri bambini". 

Copertura vaccinale: ecco come stanno le cose
Adesso, però, qual è il livello di copertura vaccinale della popolazione del Medio Friuli? L'Aas3 sottolinea che "bisogna tener conto di diversi elementi. Le vaccinazioni dubbie sono solo quelle effettuate nei giorni in cui Petrillo faceva vaccinazioni, ma nella maggior parte di questi giorni lavoravano anche altri vaccinatori, che effettuavano le vaccinazioni regolarmente. I bambini/ragazzi ,che oggi potrebbero essere del tutto “scoperti”, sono solo quelli che hanno fatto tutte le dosi con Petrillo.  Chi ha fatto dosi anche con altri vaccinatori, attualmente ha una copertura, almeno parziale.   Il problema è che non siamo sicuri che la protezione che questi bambini hanno adesso duri per tutta la vita (o per il tempo previsto per ciascuna vaccinazione)

Già da fine 2015 Petrillo non lavora più a Codroipo, per cui tutti i bambini che hanno fatto altre vaccinazioni nel 2016-2017 hanno una copertura, almeno parziale.

Alla luce di queste considerazioni, si stima che in questo momento il tasso di copertura almeno parziale nella popolazione che ha accettato le vaccinazioni sia:

TASSO DI COPERTURA ALMENO PARZIALE NEL DISTRETTO DI CODROIPO

(NELLA POPOLAZIONE CHE HA ACCETTATO LE VACCINAZIONI)

 

bambini
fra 0 e 6 anni

bambini e ragazzi
fra 7 e 17 anni

tutti
(fra 0 e 17 anni)

ESAVALENTE
(difterite, tetano, pertosse, poliomielite, emofilo B, epatite B)

almeno 94%

100%

almeno 98%

MMR(V)
(morbillo, parotite, rosolia, varicella)

almeno 76%

almeno 95%

almeno 88%

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