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Il mondo dalla parte dei ‘non vincenti’

Sabato 24 alle 18 all’Angolo Club di Udine Renzo Brollo presenta il suo ultimo romanzo, ‘La fuga selvaggia’

Il mondo dalla parte dei ‘non vincenti’

In una società in cui apparire è ancora più importante che essere, almeno per qualcuno, il gemonese classe 1971 Renzo Brollo va controcorrente. Appassionato lettore che “divora e recensisce libri” per passione personale sul sito nazionale Mangialibri, innamorato “più dei libri in sé che degli autori” (anche se Jeffrey Eugenides e Georgi Gospodinov sono nella sua ideale ‘top 5’), dal 2006 a oggi ha pubblicato quattro romanzi. In tutti - Se ti perdi tuo danno, Mio fratello muore meglio, Metalmeccanicomio e la raccolta Racconti bigami - ha scelto, volutamente, di stare dalla parte dei ‘non vincenti’.
Il suo ultimo romanzo, ‘La fuga selvaggia’ (che sarà presentato sabato 24 alle 18 all’Angolo Club di Udine da Matteo Bellotto), vincitore della terza edizione del Premio Narratori della sera, racconta di “vecchi soli come cani e cani abbandonati come vecchi uomini inutili per la società”. Davanti alla scelta se restare ‘in gabbia’ o ribellarsi, tre anziani fuggono da una casa di riposo di un paese immaginario della Pedemontana friulana. Contemporaneamente, tre cani randagi fuggono da un canile di Ferrara. Malati e affamati, gli aninali finiranno per incrociare la fuga degli anziani, in una serie di avventure tragicomiche.

“Nella mia scrittura - racconta Brollo – sto sempre dalla parte dei ‘non vincenti’ e parto da personaggi sbilenchi e complicati. Dopo una serie di libri mossi da una spinta autobiografica, ho scelto di raccontare una specie di ‘avventura’ surreale evitando i luoghi comuni del pietismo e della tristezza cui certi argomenti potrebbero condurre. Il risultato è un romanzo ‘di deformazione’, più che di formazione.

Un’avventura in cui i protagonisti non sono quelli classici che ti attenderesti, ma vecchi e animali che, in un certo senso, si scambiano i ruoli”. Con altri tre inediti già pronti nel cassetto, Brollo ha scoperto che “le storie sono un po’ dappertutto, basta saperle trovare. Per realizzare un libro mi ci vogliono un paio di anni e sto già pensando al prossimo: un lavoro che mescolerà teatro e utopia”.

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