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Pier Paolo Pasolini, il ricordo parte da Lubiana

Al via le celebrazioni per il quarantennale della scomparsa del poeta

Pier Paolo Pasolini, il ricordo parte da Lubiana

In un anno che vedrà numerose iniziative legate al nome di Pier Paolo Pasolini – in occasione del quarantennale dalla tragica morte avvenuta il 2 novembre del 1975 – Cinemazero inaugura la serie di attività a cui sta lavorando con la mostra delle foto che Deborah Beer – unica fotografa ufficiale ammessa sul set – scattò durante le riprese dell’ultimo film di Pier Paolo Pasolini: “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Da venerdì 10 aprile 2015 al Kinodvor di Lubiana le immagini custodite e valorizzate dall’Archivio Fotografico Cinemazero Images daranno corpo ad un percorso che affianca all’apparato iconografico un’essenziale supporto critico, frutto dell’approfondimento e dello studio che negli anni è stato portato avanti e che fa di questo patrimonio un punto di riferimento internazionale.

“Salò” fu sin dall’inizio un film maledetto, per la sua complicata vicenda critica e distributiva e perché concluso poco prima della morte del poeta, ed è tuttora un film che raggela il sangue, per la gelida violenza che rappresenta e per la straordinaria attualità che ha saputo mantenere. Come dichiarò nella conferenza stampa di presentazione del film (materiali e registrazioni che fanno parte dei materiali di Cinemazero): “La ragione profonda che mi ha spinto a fare il film è il vedere ciò che oggi il Potere fa della gente: la manipolazione totale, completa, che il potere sta facendo delle coscienze e dei corpi della gente”.

Basata sul noto testo del Marchese de Sade, ma ambientato nei giorni della Repubblica di Salò, questa opera è intrisa di brutalità, tortura, sesso, esercitati ed esposti per smascherare il perverso funzionamento del Potere che Pasolini intendeva denunciare.

Per questo il set fu uno spazio blindato e per questo le foto di Deborah Beer assumono l’importanza di documenti di inestimabile valore per ricostruire la realizzazione di un’opera tanto complessa e rintracciare le peculiarità stilistiche e tecniche che Pasolini mise in campo in questa occasione. L’esposizione dunque conferma il coinvolgimento che vede Cinemazero e il suo Archivio Fotografico sempre più impegnati in sedi internazionali, sia per il valore dei numerosi documenti inediti di cui dispone, che per la continua ricerca e l’azione di divulgazione rappresentati tanto dai numerosi volumi presenti in Mediateca che dai contatti e confronti mantenuti in questi anni. Cinemazero, infatti, fu tra i primi a ricordare il poeta friulano nell’ormai leggendaria retrospettiva del 1979 – accompagnata anche da una mostra dei disegni originali di Pasolini, da una mostra di fotografie e dalla pubblicazione de “Il cinema in forma di poesia” –, nel 1994 ha acquisito il Fondo Bachmann e non ha mai smesso di occuparsene (ricordiamo per esempio la grande mostra che l’anno scorso ha raggiunto Barcellona, Roma, Parigi e Berlino) e che nel 2015 culminerà in diverse attività che oltre all’omaggio, costituiscono la più viva testimonianza del lavoro che negli anni ha composto la base dell’impegno nei confronti di questo autore.

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