Home / Cultura / Ritrovato a Gradisca l'orologio da torre più antico del Friuli

Ritrovato a Gradisca l'orologio da torre più antico del Friuli

La sua lunga storia riemerge dai documenti dell'archivio parrocchiale

Ritrovato a Gradisca l\u0027orologio da torre più antico del Friuli

A volte i grandi tesori si nascondono nei luoghi più impensabili. Come a Gradisca d’Isonzo, dove il campanile del Duomo nasconde l’orologio a torre più antico del Friuli Venezia Giulia. Il lavoro archivistico dello storico locale Andrea Nicolausig ha permesso di riscoprire un tassello della storia regionale. Le vicissitudini dell’orologio gradiscano, datato 1670, si possono leggere con un po’ di pazienza nelle “cronache di San Salvatore”, redatte nel corso dei secoli dai presbiteri che si sono succeduti alla cattedra del Duomo di Gradisca.

Collocato inizialmente sulla facciata del Monte di Pietà, costruito nel 1670, fu poi trasferito nel 1786 all’interno campanile del Duomo. Le cronache segnalano poi che nel 1793, a pochi anni dalla sua installazione, fu necessario restaurarlo poiché non scandiva correttamente le ore. Alla riparazione lavorò Giovanni Battista Pellegrini che fu pagato ben 22 fiorini e 30 carantani. Nel 1807, approfittando di un ulteriore necessario restauro, gli abitanti della contrada a ovest della torre sovvenzionarono il posizionamento di un ulteriore quadrante. Fino alla seconda guerra mondiale, anno in cui si fermarono le lancette, spettava al comune la manutenzione degli ingranaggi e il pagamento di un sagrestano che lo caricasse regolarmente.

Nel 1952 ricominciò a scandire le ore grazie all’intervento di un tecnico giunto dalla Germania per riparare l’organo ma che si prestò ugualmente a riattivare il battito delle ore. Nel 1992 la triste, ma doverosa, decisione di sostituirlo con un meccanismo più moderno e che non necessitasse del regolare intervento umano.

Attualmente l’orologio è fermo e posizionato alla base della torre ma numerosi sono i progetti e le idee per salvarlo e valorizzarlo. In particolare il comitato Eggenberg, che prende il nome dalla nobile famiglia ceca che regnò su Gradisca dal 1647 al 1717, si è interessato alla salvaguardia di questo unico e raro manufatto, perla dell’artigianato orologiaio friulano del Seicento. Con la conferenza di sabato scorso, promossa dallo stesso comitato, si è riacceso l’interesse per gli antichi ingranaggi e l’amministrazione comunale si è mossa nella direzione di un restauro completo: forse parlare di riattivazione dopo più di trent’anni di inattività è ancora presto, ma i tempi sono sicuramente maturi per una sua rivalutazione storica e turistica. 

0 Commenti

L'economia in un click

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Green

Business

AGENDA

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori