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Udine alle origini di un successo

Lorenzo Mattotti protagonista a Casa Cavazzini, nel capoluogo friulano, con una mostra che racconta i suoi primi passi nel mondo del fumetto e dell’illustrazione

Udine alle origini di un successo

Prima di diventare uno dei nomi più in vista dell’illustrazione mondiale – e di prestare la sua arte a testate del calibro di Paris Match, Vanity Fair, Glamour, The New Yorker… - Lorenzo Mattotti raccontò la provincia che lo vide ‘crescere’ e sviluppare gradualmente la sua tecnica, oggi diventata un vero e proprio ‘marchio di fabbrica’. Nato nel 1954 a Brescia, figlio di un ufficiale dell’esercito, Mattotti trascorse la sua infanzia di città in città, a causa dei trasferimenti del padre, passando diversi anni in Friuli prima della decisiva immersione nell’ambiente bolognese degli Anni ’80.


A Udine, l’artista visse la prima formazione, che sarà raccontata nella mostra ‘Mattotti. Primi lavori’, prodotta dall’amministrazione comunale con l’Erpac, abbinata a ‘Sconfini’ in corso a Villa Manin fino al 19 marzo. La rassegna, che si terrà a Casa Cavazzini – Museo di arte moderna e contemporanea di Udine fino al 4 giugno, è la premessa fondamentale per capire il lavoro di Mattotti, secondo le intenzioni dell’ideatrice e curatrice Giovanna Durì e della co-curatrice Vania Gransinigh, conservatore di Casa Cavazzini.

La mostra di Udine offrirà una panoramica sulla produzione iniziale di Mattotti: Uno sguardo sulla realtà di una piccola provincia italiana da parte di un illustratore giovane, entusiasta di poter cogliere e descrivere - con una narrazione ironica - quello che aveva intorno. E quindi, nelle tavole sono rappresentati i concerti e gli eventi sociali cui l’artista partecipava, ma anche una certa attentzione per l’emarginazione sociale e la malattia mentale. La piccola città di provincia degli Anni ’70 ha dunque avuto per Mattotti la stessa importanza di una grande città in un linguaggio espressivo come il fumetto, diventato nelle sua mani una vera e propria arte figurativa dal carattere spesso rivoluzionario.


In ‘Primi lavori’, Mattotti appare come un giovane alla ricerca di un proprio tratto, attratto da figure/personaggi e situazioni spesso ai margini della società, raccontate a fumetti con uno stile rapido che vuole cogliere realtà diverse e non ‘ufficiali’. L’occhio e l’atteggiamento sono quelli di un artista apolide anche stilisticamente (gli appassionati coglieranno tratti propri del fumetto underground Usa, ma anche di quello sudamericano e, in parte minore, di quello franco-belga), abituato a conoscere realtà differenti.


Non catalogabile in modo univoco, prima di sconfinare nell’attività degli ultimi decenni - che lo ha visto alle prese con la rappresentazione dei classici della letteratura - Mattotti  svela una personalità artistica già carica di una visione personale, a partire dal suo lavoro di esordio, ‘Alice Brum Brum’, pubblicato con questo titolo nel 1977. E riproposto ora in tiratura ridotta dall’associazione Viva Comix di Paola Bristot come catalogo della mostra, col titolo che l’artista aveva scelto insieme all’autore Jerry Kramsky: ‘La realtà è strabica’.


Il ciclo di lavori selezionato per la retrospettiva udinese sarà esposto in uno spazio intimo e particolare di Casa Cavazzini, dando modo così al visitatore di concentrarsi sul focus preciso della mostra. Con l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale, il Comune di Udine  ha stipulato una convenzione che consente l’ingresso alle due mostre ad un prezzo agevolato e scontato.

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