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Economia in rosa: in Fvg oltre 21mila imprese femminili

Il dato colloca la regione quasi un punto percentuale al di sopra della media italiana

Economia in rosa: in Fvg oltre 21mila imprese femminili

Se in Fvg si contano oggi circa 21 mila e 300 imprese femminili, il 23% del totale (quasi un punto in più rispetto alla media italiana), nella macro-regione adriatico-ionica ce n’è  oltre 550 mila su 3,3 milioni, con molte affinità e peculiarità. E con la determinazione a lavorare su reti e cluster per fare la differenza, per essere punto di riferimento del cambiamento e della crescita dell’intera macro-regione, e laboratorio per altre aree. Le linee d’azione del network e uno scambio di esperienze e buone prassi istituzionali e imprenditoriali si stanno concretizzando in questi due giorni (oggi LUNEDì 19 e domani) a Lignano, al nono Congresso delle imprese femminili dell’Adriatico e dello Ionio, ospitato e co-organizzato dalla Camera di Commercio di Udine che, fin dal 1994, è tra le prime ad aver avviato uno sportello per aiutare e orientare le aspiranti e neoimprenditrici e ha portato avanti negli anni numerose attiva per la promozione dell’impresa femminile.


Il congresso, con il patrocinio della Città di Lignano Sabbiadoro, è il risultato del Gruppo di Lavoro per l’Imprenditoria Femminile attivo nell’ambito del Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio (Forum Aic), formato da 46 Camere associate dai Paesi che condividono i due mari: Italia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Slovenia, Grecia ed Albania. L’Associazione, nata nel 2001, ha lo scopo di potenziare le sinergie e le opportunità per la crescita socio-economica dell’area, sviluppando le linee d’azione della programmazione europea e mettendo in atto attività concrete e partecipate. Come quella sull’impresa femminile, una declinazione che mira a diventare driver di cambiamento e sviluppo in modo trasversale, concentrandosi in particolare sul potenziamento di cluster e reti nei settori dell’ospitalità, dell’agroalimentare e dell’ambiente, e in quello dell’innovazione e del trasferimento tecnologico all’impresa, come hanno evidenziato le autorità nei discorsi d’apertura e le esperte intervenute nei tavoli di approfondimento che sono seguiti. Dopo il sindaco Luca Fanotto, è intervenuto il presidente del Forum Aic Rodolfo Giampieri. «Il riconoscimento della macroregione – ha evidenziato – richiede un’organizzazione forte e capacità di realizzare progetti grandi, con alto valore aggiunto. La capacità di fare rete tra imprese, a partire da quelle femminili, potrà dare a questo percorso una capacità di sintesi e nuova impostazione alla risoluzione dei problemi dell’economia dell’area». A Katija Buličić, presidente della Camera dell’Economia di Spalato e Coordinatrice del gruppo di lavoro “imprenditoria femminile” del Forum Aic, ha fatto eco la vicepresidente della Cciaa di Udine Clara Maddalena. «Una miglior correlazione tra realtà dell’innovazione e della ricerca e quella delle aziende e del mondo produttivo può essere la svolta vera per la crescita – ha detto Maddalena –, per un’economia in grado di muoversi nel nuovo contesto globalizzato e insieme specializzato, iperconnesso e in rapidissima trasformazione. Proprio l’innovazione può trovare nella professionalità femminile una risorsa fondamentale, che dobbiamo stimolare perché diventi sempre più acquisizione culturale e un fatto reale, come ci dimostrano tante donne protagoniste di questo comparto». Oltre all’innovazione, il lavoro della due-giorni lignanese toccherà altro asset che accomuna i territori della macro-regione e può diventare traino fenomenale: quello turistico e agroalimentare, oltre che culturale, «in cui la nostra macro-regione può diventare laboratorio per altre aree europee», ha concluso Maddalena. Tematiche riprese e sviluppate anche dal vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello. In un’Europa che sta cercando nuove traiettorie e dimensioni, il Fvg in particolare è in riposizionamento «su tutta una serie di linee d’azione», ha rimarcato Bolzonello, ricordando che siamo all’inizio della programmazione europea 2014-2020, su cui, ha detto, «cerchiamo di rimettere al centro del lavoro, dell'impresa, una strategia compatibile non solo con parte legata al “produrre”, ma a tutto il processo». Bolzonello ha citato Rilancimpresa,  ma anche le iniziative legate all’Ue come Por Fesr e Psr e la strategia di specializzazione intelligente S3, su cui la Regione ha posto 5 linee d’azione, «di cui tre – ha detto Bolzonello – sono proprio i temi di questa due-giorni: agroalimentare, turismo e cultura, e la filiera casa per la parte legata all’innovazione. Avete centrato il vostro focus proprio sulle traiettorie future di questo territorio». Bolzonello si è poi soffermato su cluster e reti, necessari soprattutto in un territorio come Fvg in cui piccola o addirittura micro è la dimensione preponderante delle imprese, fattore di non-competitività che proprio con cluster e reti può essere superato.

E anche l'impresa femminile deve lavorare sull'aggregazione. Come emerge dai dati elaborati dal Centro Studi della Cciaa di Udine, infatti, la natura giuridica delle imprese femminili è prevalentemente quella di “impresa individuale”: oltre il 67%, solo in provincia di Udine, è costituito da microimprese.

Sulle possibilità di sviluppare collaborazioni, aggregazioni e cluster, si sono confrontate esperte internazionali, con esperienze in tema di rapporto Università-imprese femminili (per il Fvg, l’esempio virtuoso della Banca dati dei talenti femminili), di accesso al credito, di assistenza, formazione e orientamento per imprenditrici, confronti che procederanno anche domani (martedì), con i tavoli di lavoro tematici.


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