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Fvg: calano le rimesse degli immigrati

Altro effetto della crisi: meno 3,3 milioni i soldi inviati all’estero. In provincia di Gorizia i numeri più alti, la Georgia invia oltre 8mila euro pro capite

Fvg: calano le rimesse degli immigrati

Calano di 3,3 milioni di euro (da 79,2 a 75,9) le rimesse verse l’estero degli immigrati in Friuli Venezia Giulia. La nostra regione (-4,2%), dopo il Lazio (-6,6%), fa registrare la diminuzione percentuale più accentuata (il Trentino Alto Adige presenta invece la crescita maggiore, +6,9%) in un contesto, quello del 2015, in cui si è passati in Italia da 5.333 a 5.251 milioni (quasi 82 milioni in meno, -1,5%), il quarto anno consecutivo in flessione (nel 2011 si erano toccati i 7,4 miliardi), un trend attribuibile essenzialmente ai flussi diretti in Cina, che hanno fatto registrare un calo del 32% in un solo anno (262 milioni di euro in meno) e che dal 2011 sono scesi di quasi 2 miliardi. Lo rileva una rielaborazione Ires Fvg su dati Banca d’Italia curata dal ricercatore Alessandro Russo.

Il trend verso la Cina
Gli oltre 3 milioni di differenza rispetto al 2014, anche in Fvg sono imputabili principalmente ai flussi destinati alla Cina, diminuiti del 71,7% nell’ultimo anno (-5,1 milioni). Nello specifico si può osservare che le rimesse destinate alla Repubblica Popolare Cinese e provenienti dalla provincia di Pordenone nel triennio 2011-2013 si attestavano in media sotto il mezzo milione di euro, nel 2014 hanno registrato un’impennata fino a 5,2 milioni (sono più che decuplicate), per poi riallinearsi ai livelli precedenti (406.000 euro) nel 2015.

Romania in testa
Tornando alle dinamiche complessive regionali, solo nell’isontino si registra un incremento degno di nota (+4,4% rispetto all’anno precedente), connesso in questo caso alla comunità proveniente dal Bangladesh e concentrata quasi esclusivamente nel comune di Monfalcone, che presenta flussi monetari verso il paese di origine crescenti nel tempo. In termini assoluti il primo paese di destinazione delle rimesse in uscita dal Friuli Venezia Giulia è comunque la Romania (oltre 14 milioni di euro nel 2015), la comunità più numerosa in regione.

Effetto crisi
Il denaro che i lavoratori emigrati inviano ai familiari in patria costituisce un consistente flusso finanziario per i paesi di origine e un importante fattore di sviluppo e cooperazione internazionale, con un impatto molto rilevante sulle famiglie che ne beneficiano. Anche nella nostra regione tali flussi hanno registrato un notevole impulso nell’ultimo decennio, raddoppiando tra il 2005 e il 2011 (da 35 a 73 milioni). Negli anni più recenti l’andamento è stato altalenante, mantenendosi in media attorno ai 74 milioni. Uno degli esiti della crisi, che evidentemente ha dei riflessi anche sui dati in esame, è stato infatti il rallentamento dei flussi migratori, come conseguenza della continua riduzione delle opportunità di lavoro.

Il valore di Gorizia
A livello territoriale quasi il 40% delle rimesse regionali proviene dalla provincia di Udine, ma quella di Gorizia presenta valori particolarmente elevati (14,2 milioni, pari al 19%) rispetto alla presenza straniera sul territorio (il 12% del totale). Si osserva infatti un valore pro capite pari a 1.133 euro (calcolato sulla popolazione straniera residente al 1 gennaio 2015, minori compresi) contro una media regionale di 706 euro e nazionale di 1.047 euro.

Georgia over 8mila
Dal confronto tra rimesse inviate e popolazione straniera residente emergono infine alcuni paesi dove tale rapporto è particolarmente elevato, in particolare la Georgia con oltre 8.000 euro (2,1 milioni di euro spediti nel 2015 a fronte di 260 residenti), che diventano più di 9.000 nella provincia di Udine; a seguire si trovano la Repubblica Dominicana con quasi 4.000 euro (2,9 milioni e 750 residenti) e la Colombia con poco meno di 3.500 (3,8 milioni e 1.111 residenti).

Note
L’attività svolta dalla Banca d’Italia ha consentito di accertare che una parte significativa della diminuzione riscontrata negli ultimi quattro anni dipende in realtà dalla migrazione di numerosi agenti di money transfer verso istituti di pagamento comunitari meno attenti al profilo dei controlli, che non hanno contribuito alla rilevazione statistica dei dati. Come evidenziato dalla Banca d’Italia, la comunità cinese tende ad avvalersi scarsamente del canale bancario, prediligendo l’utilizzo del contante e il circuito dei money transfer, non solo per il trasferimento delle rimesse verso la Cina, ma anche per finalità diverse, come il regolamento di transazioni commerciali, la restituzione di prestiti o la distribuzione di profitti derivanti da attività imprenditoriali.

Si può in generale osservare che gli operatori di money transfer presentano una distribuzione capillare degli sportelli sia nel territorio italiano sia, soprattutto, nei paesi d’origine dei migranti, permettendo una distribuzione del denaro ai destinatari più semplice e rapida rispetto al sistema bancario.

I dati sulle rimesse verso l’estero degli immigrati comprendono le transazioni transfrontaliere tra due persone fisiche effettuate tramite un istituto di pagamento o un altro intermediario autorizzato. L’obbligo di segnalazione di tali operazioni riguarda le banche residenti, Poste Italiane S.p.A., gli istituti di moneta elettronica e gli istituti di pagamento che prestano il servizio di rimessa di denaro. I dati esaminati si riferiscono pertanto ai trasferimenti transitati per i canali di intermediazione regolare, mentre non includono i canali informali, spesso anche molto consistenti soprattutto in una regione di confine come la nostra. È pertanto probabile che le rimesse verso i paesi più vicini, come quelli dell’area dei Balcani, siano sottostimate.

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