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Ripensare il welfare

In Fvg oltre 20mila famiglie sono a rischio povertà. Incontro con la giurista Valeria Fili, giovedì 5 all’Irse di Pordenone

Ripensare il welfare

In Friuli Venezia Giulia sono circa 20mila le famiglie potenzialmente beneficiarie della misura di sostegno al reddito: una su cinque, infatti, non supera il tetto dei 6mila euro stando all’analisi delle Dichiarazioni sostitutive uniche (Dsu) elaborate e verificate nell’anno 2016 dai Caaf della Cgil del Friuli Venezia Giulia (dati Ires Fvg 2017).

E sono oltre 18 milioni, secondo i dati Istat, gli italiani a rischio povertà ed esclusione sociale: molti di questi possiedono attualmente un’occupazione. Squilibri, diseguaglianze socio-economiche e nuove povertà sono oltre la soglia di emergenza: se L’Italia non transiterà rapidamente verso un modello di sviluppo sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale, resterà lontanissima dagli Obiettivi di sviluppo in scadenza da qui al 2020 e al 2030 secondo l’Agenda Onu sottoscritta anche dal nostro Paese nel 2015.

Quali ricette e soprattutto quali riforme di sistema potrebbero invertire la rotta di questo Titanic sociale? Certamente si pone l’urgenza di Ripensare al welfare, così come di Ripensare il welfare. Diseguaglianze, nuove povertà e riforme sono al centro dell’appuntamento conclusivo della 34^ edizione degli Incontri di Cultura Economica promossi a Pordenone dall’Irse-Istituto Regionale di Studi Europei di Pordenone. Giovedì 5 aprile alle 15.30 nell’Auditorium del Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone ne parlerà Valeria Filì, professoressa ordinaria di diritto del lavoro e della previdenza sociale, nell’ambito dell’incontro introdotto dal giornalista Giuseppe Ragogna, vicedirettore del Messaggero Veneto.

Nuovi lavori, impresa 4.0, sostenibilità del Welfare, “basic income” ovvero reddito minimo di cittadinanza, natalità e occupazione in picchiata saranno i temi su cui ci si confronterà per l’occasione. L’attività di ricerca di Valeria Fili, di carattere giuridico, è rivolta all’analisi di tematiche concernenti il diritto del lavoro, il diritto del mercato del lavoro, il diritto della previdenza e assistenza sociale, le relazioni sindacali, le pari opportunità e il diritto antidiscriminatorio. È autrice di due monografie e un centinaio di saggi e articoli.

L’ingresso è aperto alla città, con dibattito conclusivo. Info irse@centroculturapordenone.it, tel 0434 365326. L’economia circolare come motore di ripresa e visione concreta di futuro ispira tutti gli appuntamenti del ciclo 2018 di cultura economica dell’IRSE: e sono tutti consultabili attraverso la ricca video-documentazione predisposta sul sito Irse http://www.centroculturapordenone.it/irse Gli incontri sono realizzati con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e in stretta partnership con Fondazione Friuli e Crédit Agricole Friuladria.

1 Commenti
luca-DUCK

Quando si arriva alla soglia della miseria le misure di inclusione o i redditi di inclusione servono solo per il valore economico che hanno100,200,300 e basta così): sono importi che bastano si e no a fare la spesa, pagare qualche bolletta e continuare con gli aiuti FEAD alimentari all'infinito. E' difficile inserire una famiglia, un singolo etc. in un contesto socio-economico che li ha già emarginati e condannati ai domiciliari (sempre che ci sia la casa...) perchè con 300 euro al mese se ti va bene non ti muovi. Poi c'è il ricorso alla PSICHIATRIA e poi non esci più dal GIRO dell'assistenza che ti lascia lì a respirare finchè non ti arriva la BOLLETTA DELL'ARIA e quando ti staccano anche quella hai finito di patire. Poi il WELFARE è un sistema che serve solo a rallentare la CADUTA IN STRADA come i PARIA dell'india o i rinnegati di tanti altri paesi dell'UE (anche in Francia ci fu la rivoluzione per il problema del PANE). Solo tante sofisticherie burocratiche e bla bla bla all'infinito.

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